Dal latino classico “marsupium”

marsupio

Ok, lo ammetto. Al momento sto utilizzando un marsupio.

Le mie clutch, shopper, tracolle, secchielli e bauletti sono stipate in uno scatolone di paglia verde, dentro l’armadio all’ingresso. Ciascuna riposta nella sua federa, per carità, ma pur sempre compressa nel buio di uno stanzino, mentre un marsupio LeSportSac comprato da Macy’s nel lontano 2008 vede il sole caldo della primavera romana.

In realtà la mia storia con il marsupio era cominciata con intenti assai più fashion. Ispirata dal Gucci che Carrie Bradshow vanta in una puntata di Sex & The City, ma con assai meno disponibilità economiche, azzardai l’acquisto di una “borsa da vita” (bel soprannome, no?) di un neutro colore nero con fantasia ad alberi stilizzati bianchi e grigi. Finché ho vissuto in America sembrava una delle compere più azzeccate che avessi mai fatto. Poi, però, sono tornata in Italia e quel marsupio, così lontano dalla cultura modaiola del Bel Paese, è finito nello scatolone di paglia verde di cui sopra.

Finché non è arrivato Filippo.

Perché quando ti muovi con un neonato in verità ti muovi con un passeggino, una borsa da passeggino, una copertina di lana o cotone a seconda della stagione, un paio di giocattoli tipo una papera rinominata L’Oca Loca; più la tua borsa dove tieni le chiavi di casa, il telefonino, una trousse che non usi mai. Se devi prendere la macchina è anche peggio, perché ogni volta devi smontare tutto, mettere il bambino nell’ovetto davanti, piegare a ombrello le ruote e metterle dietro, incastrare la borsa da passeggino, cercare di non far cadere a terra la coperta, L’Oca Loca, le chiavi di casa, della macchina e il telefonino. E per fare tutto questo Dio ha voluto darti solo due mani! Evidentemente ha sopravvalutato le tue doti…

Capita così, come è successo alla mia amica Carolina, che un bel pomeriggio mentre sei a metà delle pratiche di trasloco descritte sopra, magari piegata per allacciare la cintura del bebè con un piede sul marciapiede e l’altro in appoggio nell’abitacolo della macchina ti giri e, toh! Un simpatico intruso sta frugando nella tua borsa. Tu lo guardi, come per dire “Posso esserle d’aiuto?”. E lui ha la bella faccia da sorriderti, pure, e poi se ne va.

Proprio per ovviare a certi spiacevoli incontri ho resuscitato il marsupio LeSportSac. Dentro c’entra giusto il portafoglio, il telefonino e le chiavi. Lo posso allacciare in vita – misurando così giorno per giorno eventuali allargamenti (o restringimenti) – oppure al manubrio del passeggino. Così ho sempre le mani libere. Avrei potuto optare per una tracolla, direte voi. Ce l’ho, non è che non ce l’abbia. Ma vuoi mettere avere tutto in vita, a portata di mano, senza quella fastidiosissima bretella che ti scivola dalla spalla proprio mentre stai facendo altre due cose in contemporanea? Il mio marsupio è così comodo che, udite udite, a volte me ne scordo addirittura. Mi fermo nel panico in mezzo alla strada, pensando “Oddio, dove ho lasciato la borsa???”. E invece lui è sempre lì, rassicurante, a camuffare persino un po’ di pancetta che ancora devo smaltire.

Alle mie amiche, purtroppo, non deve sembrare una scelta altrettanto geniale. L’ho capito quando glie l’ho mostrato, l’altro giorno, mentre ci lamentavamo di aver sostituito borse griffate con sacche per passeggini a marchio Inglesina o Peg Perego. “Guardate io che uso!”, faccio loro, con un pizzico di orgoglio. E la risposta: “Un marsupio?!?”, e giù grasse risate.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...