Dieci cose (folli) che hanno fatto (o detto) i nonni

Con tutto l’affetto che tanta originalità merita

  1. Mettersi in tasca il primo pannolino sporco di Filippo (“Non ti preoccupare, lo butto io!”), per ritrovarselo nella medesima tasca a tarda sera.
  2. Organizzare un tè con le amiche in onore di Filippo, mettendo sul tavolino della caffetteria una foto incorniciata del bebè.
  3. Pretendere di intavolarci una conversazione via Skype (a due mesi di vita). Finché lui, sovraeccitato, gira la faccia via dal computer piagnucolando.
  4. Cullarlo nella carrozzina o nel passeggino fino a farlo addormentare, e fissarlo in silenzio finché non si sveglia.
  5. Cullarlo in braccio e farlo dormire akkoalato sul proprio torace.
  6. Proporre di cambiargli il pannolino sporco senza mettergliene un altro pulito (perché al momento non disponibile).
  7. Proporre di dargli la fruttina tenendolo in braccio e camminando per casa, “perché così lo vedi che non mangia?”.
  8. Tenerlo in braccio vis à vis con l’herpes.
  9. Allestire un fasciatoio di emergenza a casa propria (e fin qui…), mettendo sul letto un cestino di paglia e dentro, a raggiera: filmino DVD del nostro matrimonio, bavetta, asciugamano di lino, sacchetto profuma-biancheria.
  10. (Una delle primissime sere a casa) “Papà, prendilo in braccio”, “Magari un’altra volta, quando è giorno”.
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