Cicciobello…Vogue

Picture 1È successo anche stavolta. Sono entrata da H&M per vedere qualcosa per me, magari un abitino primaverile, magari qualcosa di nuovo da mettere in valigia per le vacanze di Pasqua. Sono uscita con due paia di calzini di Batman e Superman, due dei Puffi e una felpa con scritto “Born to be cool”. Taglia 74 cm, dunque non per me.

Sarà colpa dei fianchi ancora ben torniti o del fatto che finisco sempre impigliata con le ruote del passeggino tra gli stand di vestiti, con le shopaholic agguerrite che mi guardano come un ostacolo da aggirare il più velocemente possibile. È che mi è venuta questa strana malattia del non-interesse-allo-shopping che mai e poi mai avrei pensato potesse colpirmi. I momenti peggiori sono nei negozi con attaccato lo spazio kids bebè, tipo Zara, Sisley/Benetton e H&M appunto: entro nella zona adulti e due minuti dopo sto guardando pagliaccetti e T-shirt color giallo canarino con la scritta “I love Dad” (un’edizione limitata per la festa del papà?).

Con le bavette di ricambio nella borsa e i sacchetti profumati alla lavanda per buttare i pannolini sporchi – sono la cosa più trendy che abbia, al momento – devo probabilmente essermi lasciata andare a uno stile assai poco femminile. Le scarpe sono quasi sempre senza tacchi se non direttamente da ginnastica, i pantaloni “comodi”, i top con scollatura pronta per allattata di emergenza. A guardarmi in faccia sembra che l’ultima volta che le mie guance hanno visto un po’ di fard era l’estate del 2007, quando il colorito mi veniva piuttosto dai ricchi aperitivi a base di mojito sulle spiagge di Formentera.

Filippo, invece, è la riproduzione di Cicciobello Vogue.

Ha una sezione dell’armadio dedicata alle tute (per le giornate sporty), una per gli abiti Disney (per le giornate fairy tales), fino ai pantaloni a costine e i gilet molto, molto dandy. Peccato che rigurgiti democraticamente su tutto, senza preferenze di stile, così che a volte capita che iniziamo la giornata con camicina e pantaloni, poi il sopra viene sostituito in corsa con una felpa, poi cambio il sotto con un paio di ghettine, e a fine giornata ha vomitato su quattro cambi e non mi rimane che una tutina presa in offerta all’OVS, a prezzo così stracciato che il tessuto è diventato a pallini dopo il primo lavaggio.

Tanto, prima di addormentarsi, avrà rigurgitato pure su quella.

 

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