Weekend miliare

invecchiareSono successe due cose fondamentali questo weekend: ho trovato un capello bianco sulla mia testa e ho ricevuto un invito a cena tête-à-tête con Mr. P.

Non so se e quale legame ci sia tra i due avvenimenti, ma sono convinta che nella mia nuova routine mammesca la canizie e la gioia per un “appuntamento-senza-Filippo” abbiano in qualche modo a che fare tra loro. Come se non fosse un caso che Mr. P, dopo avermi proposto di lasciare il bimbo ai nonni per qualche ora, mi scrutasse la punta del cranio e dicesse:

“Hai un capello bianco”

“Macché dici…”

“Hai un capello bianco”

“Se ho un capello bianco, non vengo più a cena con te”

“Eccolo”.

 

Per anni ho immaginato questo momento.  Non senza un po’ d’ansia ho sempre temuto il giorno in cui l’invecchiamento cellulare cominciasse a dare i suoi più irreversibili segnali. Avrei pianto? Sarei corsa dal parrucchiere? Come quando ho scoperto al lato del naso quella prima profondissima ruga. Solo che allora potevo sempre cavarmela con una buona crema o meglio ancora dare la colpa alle espressioni del viso, “perché sono una che sorride molto”. Ma un capello bianco su una chioma scura è come un palo della luce acceso in autostrada: non lo puoi non vedere, anzi, sta lì per ricordarti di fare attenzione (non al colpo di sonno, ma ai radicali liberi).

Ora che dopo tante chiaroscure fantasie quel giorno era arrivato, mi trovavo spiazzata. Non potevo lasciarmi andare al pianto con due lavatrici da fare, Mr. P che stava cambiando Filippo e l’appuntamento al club sportivo per organizzare il battesimo. Avrei dovuto rimandare a un più tranquillo primo pomeriggio di un giorno feriale. E il parrucchiere? Se anche fossi riuscita a trovare uno slot tra una poppata e l’altra, è consigliabile fare la tinta mentre si allatta?

Pur invecchiata (anche se apparentemente non ne avevo il tempo) non sono riuscita a decidere come reagire alla scoperta. Più spiazzata che dispiaciuta. Non ho pianto, anche se credo che un po’ avrei dovuto, fosse solo per rispetto a un momento tanto solenne. Né ho pensato a cosa fare di quel capello bianco. L’unico con cui potevo prendermela, in quel momento, era Mr. P.

 

“Ah ecco, mi hai trovato un capello bianco! E io non vengo più a cena con te!”

(sorride) 

“Ho un capello bianco…non è giusto…stasera non esco…”

“Che dici, prenoto oppure andiamo direttamente?”

“No dai, prenota. È pur sempre sabato sera”

 

Così siamo usciti. Senza Filippo, ma col capello bianco. Forse ignorandolo riprenderà colore.

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