Equazioni impossibili (e la ricetta della Pearple Pie)

Picture 1Problema

Un neonato si sveglia tra le 7 e le 7:30 di mattina. Alle 22 è già cotto di sonno e quindi per quell’ora dovrebbe andare a dormire. Nelle 15 ore intermedie dovrebbe mangiare 5 o 6 volte, ma a volte tra una poppata e l’altra fa intervalli anche di 4 ore e mezza, 5 ore.

Domanda: come ficcare 5 poppate tra le 7 e le 22, senza svegliarlo o comunque aspettando che abbia appetito?

Risposta: equazione impossibile.

Sono settimane che tento invano di organizzare la sua giornata che, per fortuna, sta cambiando. Filippo mangia di più e meno spesso, dorme 7/8 ore di fila (fino a poco fa inimmaginabile!). Solo che non riesco a far entrare questo nuovo ritmo in una routine: perché se non lo sveglio mangia poco; se lo sveglio si innervosisce, non ha fame e mangia poco; se mangia poco o troppo presto, soprattutto la sera, finisce che si sveglia alle 4 e mezzo del mattino. No buono.

Nel vano tentativo di risolvere questa equazione complicata, sto preparando un dolce per la serata Masterchef.

La serata Masterchef è una cena tra amici, una potluck dinner in cui ognuno prepara un piatto (dall’antipasto al dessert), immaginando i giudizi di Bruno Barbieri (“Occhio al mappassone!”) e Carlo Cracco (“Muoooovitiiii!!!!”), mentre su Sky Uno va in onda la puntata vera. Stasera la finalissima, per essere precisi.

Nei giorni precedenti la serata Masterchef i cuochi/ospiti si assegnano le portate e i piatti da preparare, mentre su un gruppo WhatsApp va in onda “Il Confessionale” in stile Grande Fratello: commenti e piccole schermaglie, strategie per evitare il pressure test. L’unica cosa che ci mette d’accordo – o quasi – è il tifo: l’avvocato non piace a nessuno (però è brava), Maurizio suda troppo per pensarlo ai fornelli (però è simpatico, un po’ montato ma simpatico), Andrea è umanamente il migliore (ma forse in cucina non brilla tanto). Per il resto, io e C. siamo invaghite di Carlo Cracco (un duro dal cuore tenero).

Comunque, nello sviluppare il food concept per il mio dessert, mi sono ispirata al problema sonno/poppate/aumento di peso che, come anticipato, mi cruccia da un po’. Sono partita, insomma, dalla mia equazione impossibile per arrivare al famoso detto: “Non si possono sommare le mele con le pere”.

E mi sono inventata una Pearple Pie.

pearple pieLa mia ricetta per la Pearple Pie

La Pearple Pie è una torta crasi: per metà di pere, per metà di mele da cui Pear + Apple = Pearple.

Mi sono ispirata alla ricetta di Martha Stewart, che quando vivevo in America era il mio guru in cucina (e ogni tanto ancora preparo i suoi biscotti), rivisitata con influenze europee (leggasi: ingredienti trovati in casa).

Per ora la torta è solo nella mia testa, ma oggi pomeriggio prenderà forma davanti agli occhi interessati di Filippo che, come ormai ogni volta che cucino, sarà posizionato sulla sua sdraietta proprio di fronte al counter. Praticamente per gioco (secondo lui) e per distrarlo (secondo me) gli faccio una lezione di cucina live che fa molto Benedetta Parodi, ma con un tocco istrionico alla chef Alessandro Borghese. Diciamo che sono pronta per andare in tv.

Il ripieno

Per 6 persone utilizzerò tre mele e tre pere. Sbucciata e tagliata a dadi grossolanamente, metterò la frutta a marinare un po’ con vino Porto, noci, un cucchiaio di miele e una spolverata di cannella e noce moscata. Sono fissata con l’abbinamento Porto/frutta secca da quando ho visitato il Portogallo, trovo che le noci esaltino il sapore del vino. Forse farò anche una passata veloce sul fuoco, per far caramellare il tutto.

La pasta brisée

Preferisco la brisée alla sfoglia perché meno dolce. Visto che il ripieno sarà una bomba e che voglio accompagnare il tutto con gelato alla vaniglia, opterò per un impasto neutro. Di ricette per questa pasta base tipica della cucina francese ce ne sono tantissime. Io userò quella di Martha Stewart – che trovate qui – fosse solo per utilizzare le cup e gli spoon che mi sono riportata da Boston. La cucina americana, infatti, non si misura in grammi né in pound ma in tazze e cucchiai e non generiche tazze e cucchiai di casa, ma specifici misurini pretarati. Per le tabelle di conversione, potete consultare questo blog.

La tipica pie americana, importante, ha la pasta sopra e sotto quindi ricordate che di sfoglie dovrete farne due, di cui una leggermente più ampia (per la base).

gelato vanigliaAssemblaggio e forno

Una volta tirata la pasta brisée e disposta in una teglia rotonda, la farcirò col ripieno di frutta caramellata. Aggiungerò qualche fiocco di burro qua e là e poi ricoprirò tutto con la seconda sfoglia. Devo ricordarmi di punzecchiare i bordi con una forchetta, per la tipica decorazione alla Old-fashioned Apple Pie. La sfoglia superiore, poi, fa bucherellata prima di andare in forno. La cottura consigliata da Martha è 190 gradi centigradi per un’ora, finché la crosta è dorata e il ripieno “ribolle”. Ma ho trovato anche altre opzioni di cottura, vediamo quale sceglierò.

Impiattamento

Cercherò di farmi avanzare un po’ di brisée per decorare il top della torta con biscottini a forma di quadrifoglio e poi servirò le fette con una fogliolina di menta (è stagione?) e uno scoop di gelato alla vaniglia. No, il gelato proprio non lo so fare: mi affiderò al nostro mitico Tony.

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