“Mamma”, nome comune di persona (ansiosa)

ninna-nanna1Alzi la mano chi non ha mai svegliato il figlio mentre dorme, per vedere se respira. Io l’ho fatto, un sacco di volte. È che lui sta lì che si agita: a volte piagnucola, altre si dimena e scalcia come una rana che fa ginnastica. Poi, all’improvviso, il silenzio. Mi affaccio nella carrozzina e lo vedo lì, immobile e beato, braccia in alto come in una ola. E sonno profondo. Ma quando si è addormentato? Deve essere per forza svenuto.

La verità è dura da guardare in faccia, ma non lascia scampo: prendersi cura di un esserino tanto piccolo e (tu credi) indifeso porta con sé un carrello di preoccupazioni più o meno (soprattutto meno) razionali, che mettono un vestito d’ansia anche alla persona più tranquilla. E la respirazione, restando in tema di abiti, è come un tubino nero alla Audrey Hepburn: un classico che non manca mai.

Certo loro, i piccoli, non è che ti aiutino molto a superare certe paure. Tipo quando si ingozzano di latte, si strozzano finché qualche goccia non gli esce dal naso. Tipo quando, sempre mentre mangiano, a un certo punto li senti riprendere fiato che manco Umberto Pellizzari dopo un’apnea in assetto costante. Filippo, per le sue performance, si è guadagnato il soprannome di “gallinaccio”.

E se di giorno, da “svegli”, è più facile controllare il sonno del bambino, di notte il quoziente di ansia aumenta. Ha mangiato, è il momento di metterlo giù, certo sto materasso è proprio piatto, pensi. Magari lo tengo ancora un po’ in verticale, non ha nemmeno fatto il ruttino, ma non è che adesso lo sdraio, mi fa un rigurgito e ci si strozza?

Cosa si fa per dominare queste ansie? Ben poco, a parte controllare di continuo il bebè e, in caso di dubbio, smucinargli una manina o accarezzargli la guancia. Finché lui non si sveglia, tu fai un respiro di sollievo, lui si arrabbia e comincia a piangere, tu maledici la tua ansia da controllo e ti riprometti che non lo infastidirai mai più mentre dorme. Mai più, fino alla prossima volta.

Comunque, se le mamme sono delle campionesse, anche i papà hanno le loro fobie. Quella di Mr. P è che a Filippo venga la febbre. “Perché poi si innervosisce, non mangia, non dorme, piange tutto il giorno e tu ti stressi”, mi dice. Così non ho ben capito se la sua preoccupazione, in realtà, sono io.

 

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