Gravidanza e maternità: leggende e verità (affascinanti) di cui si sa poco

leggende metropolitaneLo chiamano il “mini-me” di Mr. P. Persino il ginecologo, subito dopo il parto, non esitò a ribadire quanto Filippo assomigliasse al suo papà. Da allora me l’hanno sottolineato tutti i parenti, gli amici, persino le signore in fila al supermercato che gli sbirciavano il visetto sotto la cappotta blu della carrozzina. Ebbene sì: mio figlio non mi somiglia per niente, nonostante i tentativi (disperati?) di mia sorella e mia zia, che vogliono assolutamente vederci qualcuno della famiglia. Una (dura) realtà che però mi ha fatto scoprire qualcosa di interessante, una delle tante leggende metropolitane o verità scientifiche che riguardano Madre Natura, gravidanza e maternità. E che vi voglio raccontare.

Ecco perché i bambini appena nati assomigliano al padre

È opinione quasi universalmente condivisa che i bambini appena nati, specialmente nei primi anni di vita, assomiglino più al padre che alla madre. Secondo una teoria evoluzionista la spiccata somiglianza dei cuccioli al papà servirebbe ad “aiutare” l’adulto a riconoscere il piccolo. Sarebbe, cioè, un trucco di Madre Natura per spingere i padri a proteggere la nuova creatura anziché ripudiarla visto che, come dicevano i latini: mater certa, pater numquam. Ho letto che uno studio condotto su alcune tribù africane ha addirittura dimostrato che i neonati più somiglianti ai papà ricevono maggiori cure e nutrimento rispetto agli altri. Quindi mai contraddire una mamma che dice “Il bebè? È tutto suo padre!”.

Il pianto dei bambini fa produrre più latte

Quando l’ho scoperto ho pensato: “Ecco perché le donne sono così soggette al senso di colpa!”. Non so se qualche ricerca scientifica lo abbia dimostrato, ma l’ho visto sulle mie magliette: il pianto del neonato fa aumentare la produzione di latte materno. Il pianto, cioè, andrebbe a stimolare l’ossitocina, l’ormone responsabile della contrazione delle cellule muscolari del seno e che garantisce la fuoriuscita del latte. Una questione 100% psicologica, che spiega il motivo per cui si dice che la puerpera debba essere “protetta” da stress e dispiaceri, che potrebbero interferire con la buona riuscita dell’allattamento al seno.

Il progesterone “riconosce” il bebè prima della mamma

Sono quattro gli ormoni fondamentali che il corpo femminile produce all’inizio di una gravidanza, che oltre a far vomitare hanno (pare!) anche qualche altra funzione: la gonadrotopina (le cosiddette hcg), il progesterone, gli estrogeni e la prolattina. Tutti importantissimi, ma uno mi ha affascinato più degli altri. Per evitare che l’embrione sia considerato estraneo dal corpo materno, che quindi tenderebbe a espellerlo, il progesterone interviene rilassando le pareti dell’utero e creando invece un ambiente favorevole. Sì, fa venire anche il reflusso…ma quanto è perfetto il meccanismo di Madre Natura?

Shhhh…funziona!

I suoni stabili e continui (il cosiddetto rumore bianco) calmano i neonati perché ricordano loro il flusso del sangue materno. Un classico è lo “shhhh”, da sussurrare proprio all’orecchio del bebè, che attiverebbe il riflesso della calma e aiuterebbe il bambino a tranquillizzarsi. Altri esempi di rumore bianco sono quelli di una radio non sintonizzata, del phon, dell’aspirapolvere oppure il suono (o non-suono!) che si sente immergendo la testa sott’acqua. Poi c’è il rumore rosa, tipo quello del cinguettio degli uccelli, e il rumore marrone, simile a una cascata o a un ventilatore. Tutti possono aiutare ad addormentare i bambini che piangono. E sì, per riprodurli c’è un’app: si chiama Goodnight+.

Il quarto trimestre mancante

Ecco perché Filippo non nasceva! Stava evidentemente aspettando che la gestazione finisse naturalmente, a 12 mesi e non a 9 come per secoli hanno voluto farci credere. La teoria non l’ho inventata io ma un certo dottor Karp, pediatra statunitense, che è partito da questa domanda: perché i cuccioli di alcune specie – ad esempio i cavalli o i delfini – appena nati sono già in grado di stare in piedi, correre o nuotare? Perché, invece, i cuccioli di uomo nascono “fisicamente immaturi” (le colichette sono espressione dell’immaturità dell’apparato gastrointestinale) e cominciano a sorridere e regolarizzarsi dopo il terzo mese di vita? La risposta sarebbe nel cervello umano: il feto nascerebbe dopo 9 mesi anziché 12 perché il suo cervello ha raggiunto dimensioni troppo grandi per nascere naturalmente dopo quella data. Secondo una teoria di stampo evoluzionista la crescita del cervello dipenderebbe dal fatto che l’uomo ha via via garantito la propria sopravvivenza (e supremazia?) sul Pianeta grazie alla “testa” più che alle doti fisiche (come invece altri animali). Ecco spiegato anche perché i primi tre mesi sarebbero i più difficili: perché il bambino li vorrebbe (o dovrebbe?) passare nel ventre materno.

E voi, conoscete qualche altro mito, leggenda o studio?

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