“Non allatterò mai in pubblico” (disse la mamma col seno scoperto)

area allattamentoL’ho fatto in macchina, in una piazzetta del centro commerciale Roma Est, oltre che a casa mia e di amici e parenti. L’angolo apposito nel negozio Prènatal mi manca, ma conto di recuperare presto in quello o in altri negozi. Perché ormai sono abituata ad allattare un po’ dappertutto.

All’inizio ero molto schizzinosa. Choosie, direbbe la Fornero. “Figurati, non allatterò mai di fronte ad altre persone”. Il buon proposito, forse troppo rigido, si è infranto miseramente nei giorni appena dopo il parto quando, in clinica, ho fatto il primo “strappo” per i familiari più stretti. Poi ho allargato all’ostetrica dell’ambulatorio di allattamento – vabbè, quello era necessario -, alla sala d’attesa del pediatra, a una caffetteria di Piazza Navona, fino ad arrivare al divano degli amici. Con discrezione, ma soprattutto con senso di praticità.

Anche così ho scoperto le aree allattamento in giro per la città. Angoli attrezzati con poltrone, scaldabiberon e separè che – non so perché – mi danno l’idea di cultura nordica, di cultura attenta alle esigenze delle mamme giovani che non vogliono stare sempre a casa, di cultura del welfare. In pratica mi sembra di stare in Svezia. Se fossero gestite con denaro pubblico sarei contenta di pagare le tasse.

E invece, per lo meno quella di Roma Est, è un’area allattamento promossa da Salvamamme, un’associazione di volontarie che dà sostegno alle famiglie in difficoltà. L’avevo scoperta qualche mese prima di partorire, durante una passeggiata nel centro commerciale (come eravamo finiti laggiù, io e Mr. P, non ricordo proprio): due poltrone che danno le spalle a una balconata del primo piano, e sono rivolte verso un grande paravento a forma di trapezio, con due ali disegnate. Una volta seduta in poltrona, bebè in braccio, non ti vede nessuno e davanti hai anche un tavolinetto con uno scaldabiberon pronto all’uso.

Quel pomeriggio di qualche settimana fa ho “approfittato” della fame di Filippo per provare l’ebbrezza. E mi è piaciuto. Sarà stata la vicina di poltrona, una signora del sud est asiatico che per coprire seno e bimbo aveva una fascia colorata di rosso e fucsia (soprattutto molto pratica per l’occasione, avrei dovuto chiederle dove l’aveva comprata). O forse sarà stata la dolce curiosità dei passanti i cui sguardi, che intravedevo alle mie spalle, avevano quell’aria da “uh che bello sta allattando il bambino…ho voglia della mia mamma”. Fatto sta che io e Filippo ci siamo trovati bene, abbiamo “sbrigato la pratica” in modo efficiente ancorché intimo, e dopo una mezz’oretta eravamo pronti a lasciare la poltrona a una delle mamme in attesa perché, sì, per allattare c’era la fila!

Ecco, in questi giorni di campagna elettorale e promesse – quando un giorno sì e l’altro pure mi vien voglia di emigrare – vorrei chiedere…più aree allattamento per tutte. Per aumentare le poppate in giro e accorciare la fila. Del resto quella è una poltrona che si cede volentieri.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...