#vitadamamma, il mio hashtag preferito

#vitadamammaHo la fortuna di avere due amiche neomamme. Più che una fortuna: quando l’unico punto fisso della tua nuova vita è che hai sonno – tanto sonno! – potersi confrontare con qualcuno, anche solo parlare, è la migliore terapia. Non servirà ad accorciare le occhiaie, ma di sicuro allungherà il sorriso.

Così stamattina ce ne siamo uscite tutte e tre, per le vie del quartiere: una carrozzina, un ovetto e un passeggino, sembravamo la pubblicità dell’Inglesina Trio. Beh, se il pancione è un catalizzatore di attenzioni, come dicevo io, un bebè è un catalizzatore di commenti.

“Uh, che carino… È maschio o femmina?”

“Uh…quanto ha?”

“Uh…come è imbacuccato!”

I discorsi tra mamme, invece, sono strettissimamente per addetti ai lavori: dove hai trovato i Pampers Progressi in offerta, la qualità della ciniglia dei vestiti Prenatal, gli sconti Oviesse sui pigiami 0-6 mesi. Poi si parla di medicina (“Come si chiama il tuo integratore di luteina?”), estetica (“Dicono ci vogliano 12 mesi per rientrare nei vecchi jeans”), matematica (“Il giorno mangia ogni tre ore e mezzo, la sera ogni due”).

È che la #vitadamamma di un neonato trascorre un po’ così. Tra le poppate, le passeggiate, le lavatrici e i tentativi di coordinare le tre cose: per evitare di stendere i panni in topless oppure tornare a casa di corsa perché l’ugola ha cominciato a urlare dalla fame. Tutto il resto, come dice il mio amico A., lo devi mettere in stand by: perché il primo anno di vita del bebè l’importante è sopravvivere.

Ai più potrebbe sembrare una quotidianità miserabile. Ma invece, vi dico, è piena di soddisfazioni (e no, non mi riferisco a quel pacco di biscotti buonissimi con l’etichetta “Mangia, mangia che tanto stai allattando” e che invece ti finiscono dritti dallo stomaco ai fianchi). Perché il momento fondamentale nella giornata #vitadamamma è uno e uno solo: giocare col bebè. Che per Filippo, piccolino, significa anche solo essere guardato. Se ti ci metti a parlare si sbellica dalle risate, con un po’ di musica di sottofondo parte anche il tagadà di mani e piedi. E quando sorride ed emozionato piega la testa di lato, come un gattino, io sono così tronfia che mi passa persino quella voglia di biscotti. È già così tanto dolce, la #vitadamamma.

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