“Mangia e copriti!”. Ossessioni di mamma italiana

picture_1Mi sono accorta di essere diventata mamma quando ho cominciato a preoccuparmi di due cose: che Filippo mangiasse abbastanza, che Filippo fosse coperto abbastanza.

La prima condizione, necessaria ma non sufficiente al mio benessere psicofisico, si applica a tutte le poppate e si realizza pienamente quando il povero bebè si stacca dal seno con la bocca aperta – magari con una gocciolina di latte sulle labbra – e lo sguardo nel vuoto. Cioè, come dico io, “steso dal cibo”. Quando a questa situazione si abbina una temperatura di circa 45 gradi centigradi, da raggiungere sotto le coperte – di lana o pile – o dentro il sacco a pelo di piuma d’oca con cui lo porto in giro, mi sento serena e appagata come un bambino appena uscito da un negozio di caramelle. Sì, con tutti gli zuccheri che ballano nel cervello.

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