Gravidanza, quadro uno: il mostro delle nausee

Tarallini2Senza sguardi in cagnesco né mortificazioni sono riuscita a lavorare fino all’ultimo e ieri ho cominciato il mio congedo di maternità. Ora le mie giornate sono scandite dai seguenti appuntamenti: nuotate in piscina, riposini sul divano, riposini sul letto, colazioni, pranzi, cene e varie merende. Un ritmo forsennato che, forse non senza un po’ d’invidia, in molti mi ricordano durerà assai poco: “Approfittane, perché non dormirai per i prossimi due anni”. Alla faccia degli auguri!

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