La Lista

In vendita
In vendita

Per fortuna che c’è Craigslist.

Insomma.

Lo spremifrutta e verdure, ad esempio, ancora non l’ho venduto. Siede lì, sul counter della mia cucina, mentre io me ne vado fuori a bere centrifugati – di frutta e verdura, ovviamente – a 4.95 dollari. Comunque.

La mia “fase bostoniana”, per dirla alla Picasso, sta volgendo al termine. Non saprei ancora darle un colore, forse azzurro: come i vetri del John Hancock, le acque del Charles River e l’oceano.

Dopo my Mr Big, ora tocca a me impacchettare due anni di Boston, divertimenti, carne agli ormoni e M&M’s di arachidi, e tornare a Roma. O partire per Roma, come mi piace dire. Mi sa di più dinamico.

E come mi ha insegnato my Mr Big, non si può organizzare nulla senza la Lista.

La Lista è quello strumento organizzativo terribile che richiede grande tenacia di revisione. Qualcosa che, al contrario di my Mr Big, a me manca. Decisamente. Sono brava a fare le liste, le “to do lists”, come si dice all’americana (nonostante abbia avuto il piacere di incontrare qualcuno che, confondendo l’inglese per spagnolo, si chiedesse cosa fosse una todo lista). Quello che non mi riesce altrettanto bene è leggere la lista per ricordarmi cosa devo preparare, e “mettere le spunte” per le attività completate. Ma ci sto lavorando.

Per esempio la mia Lista al momento comprende una serie di attività accomunate da quel verbo che mi causa tante tribolazioni: “vendere”. Quel verbo che mi porta a fotografare i mobili di casa da diverse angolazioni, scrivere dettagliati ma accattivanti annunci su craigslist, e infine combattere con tutti gli strani personaggi che rispondono ai suddetti annunci.

Oggi? Giornata proficua, tutto sommato. 4 persone mi hanno scritto per il tavolo in cucina, 6 per il ferro da stiro (era nella sezione “gratis”), 2 per il mobile della TV e 1 per la libreria. Più 4 email di spam, di un generico Mr Diamond che era interessatissimo ai miei “prodotti”.

Solo che poi uno del tavolo ci ha ripensato e voleva solo due sedie; un altro mi ha scritto che forse preferiva qualcosa di più piccolo; un altro ancora mi voleva pagare con un assegno inviato dalla sua assistente per posta. Ora, dico io, perché vuoi truffare una compaesana di Totò, che agli Americani vende il Colosseo? Non c’è proprio rispetto!

A giornata quasi finita, il mio bilancio.

Ho dato via gratis due lampadine da scrivania con la clip e venduto solo il mobile della TV. È venuto a prenderlo l’Incredibile Hulk con la moglie dell’Incredibile Hulk: due americanoni che insieme pesavano almeno 500 chili, lui se ne è andato con il mobile comodamente sotto l’ascella.

Tavolo, sedie, ferro da stiro, libreria e TV sono ancora qui. Specialmente la TV, che ora mi guarda dal basso della moquette.

E pure quel maledetto spremifrutta e verdure.

Me lo devo annotare sulla Lista.

Questo post è dedicato a mamma, che nonostante sappia che sto smontando una casa per ricostruirne un’altra, lavorando e studiando, mi rimprovera di non avere abbastanza tempo per scrivere.

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2 pensieri su “La Lista

  1. Cara Fenice,

    la Vichinga chiude un pò prima di te l’avventura americana,
    ma senza le corse per vendere piatti, stoviglie e accessori bici
    perchè ritornerà ancora…. che Philly si prepari 😉

    Ti auguro una felice partenza per Roma e ti penserò tra qualche ora
    quando sarò a tavola con “baccalà e polenta” (forse piatto non troppo
    estivo :)).

    Ci rivediamo in capitale bella,
    la tua Vichinga e il suo compare

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