Riflessioni

La tragedia dell’Abruzzo fa il giro del mondo, inclusa Boston.

Il sito del Boston Globe la riporta in prima pagina, sotto il titolo “Terremoto in Italia uccide oltre 150 persone“. Più alcune libere interpretazioni de L’Aquila che diventa “The Eagle“.

Tra i commenti dei lettori, tante le parole di solidarietà in inglese e…italiese, indirizzate ai “cari paesani” che in tanti hanno lasciato in Italia.

Alcuni avanzano ipotesi sul “vecchiume” delle case italiane, altri sulla – vera o non vera – predizione dello scienziato Giuliani, altri ancora sono sdegnati dal ridicolo “aiuto” di Obama (50.000 dollari) o dal fatto che alcuni giornali statunitensi abbiano riportato la notizia in maniera secondaria rispetto ad altre news di sport. C’è persino chi dice “poveri Italiani, che non vivono bene come viviamo noi”.

Solo un commentatore, audace, azzarda che da un paese che ha votato Berlusconi per più di una volta, non c’è che da aspettarsi case vecchie e ottusità di fronte alle parole della Scienza.

Così mi viene da riflettere su tutti i pregiudizi che, in quanto Italiani, ci portiamo addosso. Mi ricordo di quella lontana cugina emigrata tanti anni fa che mi chiese se in Italia avevamo i centri commerciali, o se c’erano ancora le galline per le strade sterrate dei paesi.

E mi intristisco di fronte all’ignoranza, a volte agghiacciante, che inquina le menti di questo Paese. Per tanti versi grandioso, ma per altri così limitatamente piccolo.

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5 pensieri su “Riflessioni

  1. Le distanze alternano le percezioni.
    Ma non ne faccio una colpa alla gente. Errori, luoghi comuni, ecc… vengono alimentati da una stampa “pigra” che troppo spesso spara titoloni ad effetto per attirare i lettori e lascia sempre meno spazio all’indagine, ovvero la vera forza del giornalista che non dovrebbe limitarsi a pubblicare cose in base a dicerie, opinioni, ecc…

  2. Molti americani sono affetti da abissale ignoranza in cultura generale, colpa di un pessimo sistema scolastico di base: una mia amica di NY ci rimase male quando, alla fine del film “the other Boleyn girl”, Anna Bolena viene giustiziata….lei sperava si salvasse….; per non parlare delle difficolta’ che trovo nello spiegare loro che l’imperatore Commodo NON e’ stato ucciso da Russel Crowe nel Colosseo, e che Patroclo NON era il cugino di Achille (sono le leggi di Hollywood, ti pare che possono fare Bradd Pitt checca?)

    Detto questo, c’e’ da dire che i pregiudizi “italia-pizza-spaghetti-mafia” un po’ ce li andiamo a cercare: il North End (il quartiere italiano) riflette esattamente quell’immagine…un po’ per uno strano senso di identita’, un po’ per marketing.

    Da parte nostra, quanti italiani hanno in testa l’immagine dell’americano cow-boy con stivali e cappello da Tex Willer? Quanti hanno anche solo una vaga idea di cosa succede a 7000km di distanza? Quanti stereotipi abbiamo noi su americani, cinesi, giapponesi, indiani, arabi etc?

    Alla fine dei conti, non credo che siamo nella condizione di lanciare pietre

    PS: e’ vero, gli americani hanno eletto Bush per ben 2 volte e questo non depone molto a loro favore….ma noi abbiamo eletto Berlusconi 3 volte…

    1. …ma quanti stereotipi sugli americani sono incredibilmente veri?

      Secondo me il punto principale e’ che l’americano medio, al di la’ di stereotipi e piu’ o meno banali cliche’, a volte pecca di miopia. E’ convinto che l’America sia l’unico Paese al mondo. Neanche il migliore, ma l’unico. E’ convinto che qui ci sia solo il meglio e, come qualcuno disse a my Mr Big, che l’Italia faccia parte del terzo mondo.

      Una cosa che ho imparato vivendo qui? Che la Terra Promessa, la Terra Perfetta, non esiste se non nelle nostre menti. Difetti ha l’Italia, difetti ha l’America (o, meglio, gli Stati Uniti). Noi li conosciamo i nostri difetti, i limiti – tanti, troppi!!! – ma loro?

  3. Si, gli americani tendono ad avere qualche difficolta’ col concetto di “resto del mondo”…

    E sono anche d’accordo sul fatto che noi siamo mediamente + consapevoli dei nostri difetti. E’ anche vero pero’ che loro, quando finalmente arrivano a rendersi conto di averne, hanno una spinta e una capacita’ molto + forte di cambiare…noi tendiamo ad essere molto + cinici sui nostri, al punto di andarne quasi fieri e riderne.

    Sai come si dice, in Italia un problema puo’ essere anche grave ma non e’ mai serio…

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