Casa Dolce Casa

Beacon Hill vista da Cambridge
Beacon Hill vista da Cambridge

Avete presente quella puntata di Sex & The City in cui Miranda, la cinica avvocato newyorkese, prova a comprare casa?

Da donna e single si trova costretta a combattere la diffidenza finanziaria di agenti immobiliari e proprietari di appartamenti. E alla fine, per farle prendere il mutuo senza la garanzia del padre o di un marito, la costringono a barrare la casella “donna single”.

Beh, a me è successa più o meno la stessa cosa.

Non che volessi comprare casa, figuriamoci. È stata una disavventura “limitata” alla ricerca di un appartamento in affitto per pochi mesi. Quando my Mr Big sarà trionfalmente rientrato in Italia.

Dopo essere sopravvissuta a minuscole case, abitate dai topi, e con fornelli da campeggio all’uscita del bagno (al posto della cucina), avevo finalmente trovato un delizioso studio fronte parco. Un condo, come lo chiamano qui, nel senso di appartamento in un condominio. E il condo, nell’America delle grandi case di legno, è una chicheria! Se sapessero che in Italia viviamo, più o meno, tutti in condo

Comunque, qui a Boston quando trovi un appartamento devi fare un’offerta. Devi compilare un modulo standard dell’Associazione Case in Affitto, raccontare la tua vita personale e professionale in minuscole caselle (per dare garanzia della tua affidabilità), dare nome e numero di telefono del tuo attuale padrone di casa (per dare garanzia di essere un buon inquilino) e devi proporre un prezzo per l’affitto mensile. Poi inizia un gioco al rialzo e al ribasso col proprietario dell’appartamento, e quando vi accordate sul prezzo, puoi finalmente firmare il contratto di affitto.

Se tutti questi passaggi vi sembrano complicati…beh, lo sono. Specialmente quando devi specificare che lavoro fai, in quale banca hai una carta di credito (nessuno ti affitta casa senza carta di credito, anche se devi pagare in assegni), quanto guadagni…

E dimostrare la tua affidabilità finanziaria non è cosa semplice. Perché in questo meccanismo perverso, per essere finanziariamente affidabile devi avere dei debiti. O meglio, devi dimostrare di aver saldato e di poter saldare i tuoi debiti futuri. Per cui in effetti devi aver avuto dei debiti.

Cosa succede se vieni da un altro Paese e non hai questa che loro chiamano “credit history”? Se hai sempre pagato tutto, magari persino in contanti o con un miserrimo bancomat? Semplice: succede che non hai debiti e quindi non sei affidabile.

Questo è quanto è successo a me.

Dopo aver superato l’esame delle referenze personali e professionali, dell’attuale padrone di casa, del conto in banca e dopo aver presentato tutta la documentazione relativa a visti e permessi di residenza negli Stati Uniti, mi sono arenata sulla “storia di credito”. Che non ho.

E nel Paese in cui se paghi in contanti ti guardano con sospetto, sono diventata una specie di Tanzi pronta a scappare in Sudamerica lasciandomi alle spalle debiti a nove cifre…o, più semplicemente, sono risultata indegna di fiducia per affittare l’appartamento. Tanto che.

Inutile dirvi che dopo una settimana in cui mi hanno chiesto una lettera del mio datore di lavoro che dichiarasse il mio stipendio al netto delle tasse, fotocopie degli assegni versati per pagare l’attuale appartamento, cinque mesi di affitto in anticipo e un altro mese di deposito (nel caso deturpassi l’appartamento con scritte oscene sui muri o cose simili), la mia domanda di affitto è stata formalmente rifiutata. E ho dovuto dire addio alla casa su parco.

Del resto, Kristina me l’aveva detto: “Gli Americani non vogliono affittare agli Stranieri“.

Epilogo

Pavimento di legno in salita, che segue l’andamento sconquassato e ghirigori intagliati nella bay window
Pavimento di legno in salita e ghirigori intagliati nella bay window

Per fortuna, pur senza storia di credito, ho trovato un altro appartamento nel cuore di Beacon Hill. Non è nemmeno un condo, ma tre piccole stanze di 15 metri quadri l’una in un edificio del 1899. Pavimento di legno in salita, che segue l’andamento sconquassato della strada sottostante, e ghirigori intagliati nella bay window. Che dimostrano tutti i 100 e passa anni di età del palazzo. E, per restare in tema di vecchiume, come previsto dallo Stato del Massachusetts l’agente immobiliare mi ha letto una legge per cui mi informano di non leccare la vernice di alcune parti del palazzo. Che essendo costruito prima del ‘900 ha del materiale che, se ingerito, può causare danni celebrali.

Padrone di casa con cognome italiano – campano per la precisione – e una “Trattoria di Antonio” dietro l’angolo.

Per il resto, tutto nella norma. Incluse trappole per topi già in posizione.

Per le strade di Beacon Hill, foto di Andi Pal su Flickr.com
Per le strade di Beacon Hill, foto di Andi Pal su Flickr.com
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6 pensieri su “Casa Dolce Casa

  1. povera fenice, che disavventure…
    il quartiere però sembra carino!!
    philly invece è invasa da un gruppo di vicentine se vuoi
    fare un salto
    baci

  2. Mi immagino te che, in momenti di noia o nel tempo libero, dai una leccatina alle pareti della tua casetta ottocentesca…gli USA non finiranno mai di stupirmi!Stavo riflettendo sulla mia “credit history”: praticamente è come la tua, qui meno debiti si hanno e meglio è!Certo, abbiamo la rata della macchina, magari la cucina comprata a rate…ma credo siamo messi meglio degli americani su questo fronte…allora buon trasloco!
    Il quartiere in compenso è molto bello ; )

  3. Fenice!!

    It’s Laura, from Brazil!! I was reading your blog (ok, it is in Italian buy I could understand something!!) and I guess this is the picture of the building in Beacon Hill which you’re moving to, right?
    Your blog is very nice….kind of romantic!! I like it! Congratulations!
    Keep in Touch!
    Ciao,
    Laura

  4. cara fenice,
    se hai veramente bisogno di una credit history, io e la vichinga veniamo a darti una mano! Ad essere onesta, sono un pò delusa dal fatto che tu non ne abbia ancora una…ma lo shopping sfrenato dov’è finito?!

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