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Principe azzurro online
Principe azzurro online

Febbraio, si sa, è il mese del “cuore”.

Motivo per cui la Pubblicità made in USA dà il meglio di sé sfoderando una strategia, come dire, fisica e metafisica: bombardamento di spot sulla prevenzione delle malattie al cuore (e ti credo, con quello che si mangiano!), e languidi messaggi promozionali sulle cure da… mal d’amore. Anche conosciute come “agenzie matrimoniali”. Oggi rigorosamente online.

E la strategia, mi riferisco ovviamente alla seconda problematica, è avanguardistica. Se ti aspetti il solito spot da 30 secondi, in onda tra il sugo marca “Prego” e i servizi di consulenza fiscale, rimarrai deluso. La nuova pubblicità diventa un mini “programma nel programma” e va avanti “a puntate” tra le interruzioni del film che stai guardando.

Ci ho fatto caso qualche pomeriggio fa. Non ricordo bene quale fosse il film, sarà stato uno di quelli in cui la dea dei capelli Jennifer Aniston vive romantiche peripezie insieme a qualche adone di Hollywood. Ricordo, però, che tra una scena e l’altra del film mandavano in onda questo “programma nel programma” sponsorizzato da una delle più famose agenzie matrimoniali americane.

Protagonisti, un Lui e una Lei che sono stati abbinati dall’agenzia. I due ti raccontano come si sono conosciuti, con buona probabilità lui le chiederà di sposarla in TV, il tutto mentre l’esperto si prodiga in consigli su cosa fare e non fare al primo appuntamento. Poi ricomincia il film, e all’interruzione successiva ti presentano un’altra coppia.

Tutto studiato in modo che, se é sabato pomeriggio e sei da sola a casa davanti alla TV – il che ti inserisce senza riserve nella categoria “Bridget Jones – AAA Fidanzato Cercasi” – prima della fine del film sarai sul sito internet dell’agenzia, intenta a creare il tuo “avatar online”.

Ho letto che 22 milioni di americani hanno sbirciato tra le pagine delle agenzie matrimoniali online nel solo mese di dicembre 2008.

Così sono andata a controllare di persona.

Digito uno dei vari http://www.”cuorisolitari”.com e mi trovo un mega questionario. Come una principessa medievale nella torre, devo “sconfiggere” qualche centinaio di domande e pagare al drago una sessantina di dollari al mese, prima di essere salvata da un principe azzurro.

Domanda numero cinque, subito dopo il nome, il sesso e la data di nascita: “Quante volte sei stato/a sposato/a?“. A seguire: “Quanto guadagni?” e “Quanto è importante che il reddito dell’altra persona sia simile o più elevato del tuo?“.

Dopo una decina di minuti abbondanti, intorno alla 25esima domanda tra il paragrafo per l’etnia e quello per le preferenze religiose, noto la barra laterale che indica a che punto dell’intervista: 14% completato.

OK. L’esperimento, seppur divertente, finisce qui. Per fortuna  non devo sperare che qualche complicato algoritmo mi aiuti a trovare il principe azzurro.

Ma allora, vi chiederete, che ci facevo da sola a casa di sabato pomeriggio, in spirito Bridget Jones e davanti a una commedia romantica?

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