San Valentino

Wikipedia)
My Dearest Miss, I send thee a kiss (1862) (Fonte: Wikipedia)

Sabato mattina. San Valentino a Boston.

Temperatura: 1 grado (centigrado). Sole pallido e giacchette primaverili sulle spalle dei Bostoniani.

Seduta alla mia bellissima bay window, guardo la strada. Sono le 11:30 “a.m.” e ho già beccato un paio di fiorai che consegnavano grandi mazzi di rose a qualche fortunata principessa.

San Valentino. Se non hai un fidanzato, ti senti miserabile; se ce l’hai – e soprattutto se ce l’hai per tutti gli altri 364 giorni dell’anno – generalmente non ti senti niente. Eppure da un mese a questa parte i CVS e le librerie vendono quintalate di cartoline di auguri rosa e rosse. I negozi di cose inutili (del genere “ma cosa vendono per campare, questi?“) si sono addobbati con palloncini e cotillon e le cioccolaterie, che qui a Boston si confondono con le gioiellerie per i prezzi delle “perline” in vendita, hanno vetrine interamente dedicate alla celebrazione dell’amore attraverso il cioccolato.

Anche se tutto pare sia cominciato nel lontano 1415, quando Charles Duca di Orleans, in prigione, cominciò a scrivere poemi alla moglie (considerati – non so bene per quale associazione – il primo ufficiale biglietto di San Valentino), oggi il business dell’amore coinvolge e travolge tutti i tipi di relazione. In America, infatti, non solo gli innamorati si scambiano regali di San Valentino, ma anche le mamme con i figli, e più o meno innamorati ragazzini tra i banchi di scuola, al grido del celeberrimo “Be My Valentine!“.

Tanto che, nella confusione, ho appena ricevuto un sms in stile “invia a tutti” da un vecchio compagno di università qui a Boston: “Happy Valentine’s Day and enjoy the rest of your day”. Sarà una rima voluta?

Comunque, se siete a Boston e non avete un “Valentino”, niente paura. Il sito www.boston.com offre una completa lista di eventi per questa giornata, dedicata a chi odia San Valentino.

Curiosità
La prima stampa su scala industriale di biglietti di San Valentino negli Stati Uniti risale al 1847, in una tipografia di Worcester, Massachusetts. La figlia del proprietario, una giovane di nome Esther Howland, ricevette una cartolina dall’Inghilterra e decise di stamparne altre simili e metterle in vendita. Un successo tale da gettare le basi per la nascita della New England Valentine Company.

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