Finita l’era in “Bianco e Nero”, oggi cominciano le “trasmissioni a Colori”!

Bacio presidenziale
Bacio presidenziale

Sono sgattaiolata fuori dall’ufficio alle 11:55, stamattina.

Giusto in tempo per arrivare a casa, sintonizzarmi su ABC News e godermi, nel mio piccolo, un pezzetto di quella che ormai chiamano – in maniera più o meno inflazionata – Storia.

Che dire, l’America fa tutto in grande. È quasi una tautologia. E questa Inaugurazione, sognata da pochi visionari decine di anni fa e trepidata dalle, ben più disilluse, generazioni attuali, è stata semplicemente una grande e autentica Emozione.

Da Italiana, mi aspettavo una cerimonia burocratica e (quindi) tediosa. E invece, lì in TV, c’era un giovanotto particolarmente sorridente che, in un momento di estrema “umanità, si impappinava tra i vari “Io, Barack Obama…” e “Giuro, fedelmente…fedelmente, giuro…”. C’era un’avvenente signora incorniciata in un cappottino dorato che muoveva i fianchi al ritmo della musica etnica. C’era una ragazzina di 10 anni in piedi che, ingenuamente, fotografava con una digitale il suo papà. Il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America.

E c’erano, condensate in un discorso di 20 minuti, parole cariche di ispirazione. Che incitavano a scegliere la Speranza invece della paura, a non scendere a compromessi con i propri ideali in nome di una vaga “sicurezza”, a prendersi le proprie responsabilità perché – come spesso i politici (italiani) dimenticano – essere “grandi” è una responsabilità, non un diritto (né tanto meno un passaporto per una vita di privilegi).

Obama oggi ha detto che non è lui il protagonista di questa giornata (a proposito, Silvio: hai visto che potevi venire?). Ha ribadito più volte, parlando al plurale, che questa nuova “Era” è merito di tutti e allo stesso tempo una sfida per tutti.

Tanto che anche io, non da cittadina americana ma da cittadina del mondo, mi sono sentita coinvolta. Trascinata dalla forza della Speranza, parola ricorrente oggi, per la prima volta non associata banalmente alla visionarietà di un Don Chisciotte né a qualcosa che, come la manna, ci verrà forse e prima o poi calato dal cielo. Una speranza costruttiva, fatta di tenacia e fiducia.

Per tutti quelli che “non mi sta bene”. Per tutti quelli che “io voglio che cambi”. Per tutti quelli che “ci credono”, non importa quanto sembri assurdo. Questa di oggi è la Vostra giornata. È la nostra giornata!

Dopo qualche lacrimuccia e un applauso scoppiato spontaneamente nella solitudine della mia living room, ora è tempo di festeggiare. TV sintonizzata sul celeberrimo – e vippissimo – Ballo Inaugurale.

Come ha detto oggi qualcuno, è finita l’era degli uomini bianchi e degli uomini neri. È cominciata un’era, se non altro, a colori.

Il che mi fa venire un dubbio. Cosa indosserà, stasera, Michelle?

Aggiunta postuma

A quanto pare, durante il giuramento, non si é “impappinato” Obama ma l’Onorevole della Suprema Corte! Ma, in fondo, non é questo il genere di gaffe imbarazzanti (e noi Italiani lo sappiamo bene!).

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Un pensiero su “Finita l’era in “Bianco e Nero”, oggi cominciano le “trasmissioni a Colori”!

  1. Speriamo che Obama sappia e possa mantenere fede a tutte le speranze riposte in lui dagli americani e non. Comunque se la cosa non fosse così folkloristica non sarebbero americani…….per questo sono più sciolti dei nostri politici….”impettiti””””………….

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