Saliscendi

Saliscendi
Saliscendi

Una delle mie attuali fortune è di vivere a un isolato dall’ufficio.

La parte più interessante del tragitto, nonché la più lunga, è il viaggio in ascensore. È anche la più complicata, per certi versi. I 52 piani della torre, infatti, sono raggiungibili grazie a 3 serie di ascensori. Fin qui tutto ok: il secondo corridoio nella grande hall serve il mio livello. “Sfortunatamente”, serve anche gli ultimi due piani del grattacielo – ristorante e terrazza panoramica solo per turisti – e un grande magazzino.

Questo particolare mi ha creato, diciamo, qualche problema.

Episodio numero 1: L’umiliazione. Sono in ritardo. Corro nella hall, scavalco una decina di colletti bianchi disciplinati e in fila, e prendo il primo ascensore aperto. ‘Che sprint!’, penso. A rovinare la mia scena di “Sliding Doors” ci pensano un operaio, che scocciato mi invita a scendere, e uno dei colletti bianchi che, con una risatina, aggiunge: “Ah, io non ho tanta fretta di andare in ufficio…“.

Episodio numero 2: Pollicino. Questa volta prendo l’ascensore per scendere. Ma finisco su quello riservato ai turisti. E l’ascensore per i turisti non ferma nella hall: va direttamente nel seminterrato. Quando capisco dove sono e ritrovo la strada per il piano terra, è passata mezz’ora.

L’episodio numero 2 ha anche una versione, come dire, “inversa”. Nel senso che una volta sono finita sulla terrazza panoramica e non riuscivo più a scendere.

Episodio numero 3: Altalenanti dimenticanze. In genere, comunque, prendo l’ascensore giusto. Solo che a volte mi capita di “dimenticare” di schiacciare il pulsante per il mio livello. Quando me ne accorgo, di solito, ho già superato il piano in cui devo scendere. Per cui comincio un paio di saliscendi prima di tornare nella hall e ricominciare tutto da capo. La seconda volta con più attenzione.

È che mi distraggo a guardare la TV, in ascensore. Anche se i due schermetti passano solo notizie tragiche di licenziamenti e crisi economica in tutto il Paese, appena entri in ascensore TI DEVI sintonizzare sulla TV. In silenzio.

Questa la procedura.

Entri in ascensore e ti giri. Spalle alla parete posteriore e alle altre persone, fronte alla porta (e alle due TV). Anche se entri con un collega, per esempio, devi smettere di parlare e allinearti nella formazione. E devi dare le spalle al collega, se necessario. Puoi ricominciare a parlare col collega se e solo se tutti gli altri impiegati hanno lasciato l’ascensore. Più di una volta mi è capitato di viaggiare con un paio di persone che si ignorano per i primi 40 piani e si salutano solo quando scendo io.

Comunque, anche oggi ce l’ho fatta. E sono arrivata a casa senza passare per il seminterrato o la terrazza panoramica.

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5 pensieri su “Saliscendi

  1. Mi hai beccato….così la Fenice mi ha ribattezzato:-)

    Cmq noi non siamo sbadati, è che la nostra mente si trova a un livello superiore; siamo come l’albatro di Baudelaire che “con le sue ali da gigante non riesce a camminare”….;-)

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