Scary Thanksgiving

Il tacchino
Il tacchino

La cena del Friendsgiving è stata, come dire, estremamente americana.

Cibo in quantità spropositate e uso ossessivo di salse. Poco vino, che fa molto “europeo”, e tanta birra.

Io e my Mr Big abbiamo dato fondo a un tacchino cotto con la pancetta, purè di zucca con nocciole sbriciolate, marmellate e gelatine, salsa di cranberry (che Wikipedia traduce in italiano come “ossicocco”), gravy (altra salsa beige che accompagna gli arrosti di carne), mashed potatoes (volgarmente detto purè di patate), stuffing (misterioso “ripieno” dagli ingredienti sconosciuti, che gli Americani cuociono dentro il tacchino e poi tirano fuori), e verdure in tegame coperte di…salse varie. Torte di zucca, torte di squash (un tipo di zucca che non ho mai visto in Italia) e torte di mele con gelato alla vaniglia, brownie e cookie.

Ora ho capito perché, ormai da una settimana, all’ingresso della mia palestra c’è un plastico giallognolo e bitorzoluto che riproduce la massa di grasso che “vaga” per il corpo umano, con tale didascalia: “Tra il Thanksgiving e il Natale, un Americano ingrassa mediamente tra i 5 e i 7 chili“.

È stata anche una serata, come ci ha fatto giustamente notare Mr Bachelor, in stile “romanzo di Agata Christie”. O diciamo pure “Scary Movie“.

Sarà stato quando, nel mezzo di una tranquilla conversazione in cucina, il vento ha staccato una delle due finestre, che è volata tra il tacchino e il frigorifero frantumando il vetro in una miriade di schegge affilate. Nessun ferito, miracolosamente, e un’unica preoccupazione: “Si è salvato il tacchino?“. Per fortuna, sì.

Oppure quando, dopo la finestra, è volato sul pavimento il piatto con la gelatina di cranberry. Come si fa ad abbinare un blob purpureo a una carne arrosto, resta per me ancora un inspiegabile mistero. Ma gli Americani ci tengono molto. E infatti la padrona di casa ha spazzato ben bene i frantumi della porcellana, e lasciato il blob a ciondolarsi sul pavimento. Nonostante la mia spiccata attitudine a inciampare, nessun ferito anche questa volta.

Sarà stato a quel punto che il killer misterioso, frustrato dai precedenti tentativi andati a vuoto, si è incarnato in uno degli invitati che, a pancia piena, ha pensato bene di farsi un po’ di acqua calda da bere. “Con lo zucchero?“, gli ho chiesto. “No“, ha risposto. “Con il limone?“, “No“. E, un po’ scocciato, ha aggiunto: “È come un tè leggero“.

Era meglio senza spiegazione.

Nonostante la finestra aperta – o meglio, rotta – dopo qualche minuto, my Mr Big mi chiede: “Non senti puzza di gas?“. E i nostri sguardi vanno alla macchina del gas. Che, pur senza fiamma, era ancora accesa.

Happy Thanksgiving!

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2 pensieri su “Scary Thanksgiving

  1. Madonna che disastro!Ma qualcuno vi aveva lanciato il malocchio?
    Comunque anche noi domenica festeggiamo il Thanksgiving! La mia coinquilina italo americana Michelle si alzerà all’alba per preparare la mitica tacchina (è una femmina a quanto pare), il pane di mais, la cranberry sauce l’abbiamo comprata, così come il composto di zucca, solo che la pasta frolla la facciamo noi! Ormai è il terzo anno (o forse il quarto?) che festeggiamo la ricorrenza, siamo collaudati!

    Saluti da Roma

    PS Quanti chili avete preso?

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