La Nemesi Divina esiste. Per lo meno in America

La Nemesi
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Martedì scorso non è stata solo la giornata di Obama.

È stata anche, almeno un po’, la mia giornata. Perché avevo prenotato un test su strada per prendere la patente del Massachusetts.

Più che per guidare, la patente qui assolve due macro-funzioni: ti permette di acquistare alcol nei rivenditori autorizzati (che non sono i supermercati; lì si vende al massimo la Coca Cola), e ti fa entrare in pub e discoteche.

Così un bel pomeriggio di qualche settimana fa mi dirigo alla Motorizzazione civile, a Chinatown. Un’oretta scarsa di fila e faccio il test scritto. 20 domande a scelta multipla, del tipo:

In presenza del segnale di STOP bisogna:
a)    Suonare il clacson
b)    Fare un’inversione a U
c)    Chiudere il finestrino
d)    Fermare completamente la macchina
“.

Esilarante.

Passo successivo: prenotare il test su strada per martedì 4 novembre. Al quale ti devi portare tre cose fondamentali: un modulo debitamente compilato, una macchina registrata a tuo nome (o una lettera di chi te l’ha prestata, che ti autorizzi ad usarla per il test), e uno “sponsor”. Cioè qualcuno che abbia almeno 21 anni e sia in possesso di una patente di guida americana da oltre 12 mesi. Quando l’ho raccontato al mio capo – newyorkese trasferita a Boston – mi ha risposto: “Pensavo che questo fosse un Paese più ospitale”. Ultime parole famose.

Polverizzatesi di fronte all’esaminatore della Motorizzazione di Boston più disturbato che potessero mettere su strada.

Ora, si sa che io non sia esattamente una di quelle persone a cui va tutto liscio. E si sa pure che – per qualche arcano motivo – quando fai l’esame della patente devi incontrare il tipo scontroso che in una crisi di inutilità cosmica vuole lasciare un segno nel mondo, il che inspiegabilmente si traduce nel grugnire all’autista di turno. Ma l’esaminatore Numero 23 – oddio, non è che fosse un alieno? – ha fatto molto di più. Nel dettaglio, ha cominciato col rifiutarsi di prendere in mano il modulo di domanda che avevo portato; ha continuato mettendo in discussione la mia capacità di piegare il gomito a 90 gradi (per dimostrare il segnale a mano di stop, utilissimo), ha proseguito lamentandosi che non gli davo mai ragione (e, che ci crediate o no, non è la prima volta che mi capita…con un istruttore di guida!); e in un crescendo da opera lirica ha finito urlandomi che non potevo toccarlo, scendendo dalla macchina di corsa e lasciandomi in mezzo alla strada con il mio modulo e senza patente.

Ah, ha anche avuto una piccola crisi alzando e abbassando tutti i finestrini della macchina e prendendomi un po’ in giro per essere italiana. Ma questo, diciamoci la verità, ci può quasi stare.

“Quasi”. Invece ho scaricato dal sito della Motorizzazione il decalogo dei diritti del consumatore e, in un’e-mail, ho dimostrato punto per punto che Numero 23 me li aveva negati tutti. Con una minuzia da avvocato inacidito che generalmente mi trasuda dai pori, in queste occasioni.

Mi sono gasata neanche fossi Perry Mason, per scoprire che l’America è davvero il Paese delle opportunità. Perché dopo meno di 12 ore ricevo una risposta dal Superiore del Numero 23, che mi chiede scusa, ribadisce che la Motorizzazione non ammette discriminazioni, “non importa la razza o il colore“, e mi offre un test V.I.P.: gratis, senza prenotazione e con tanti sorrisi e complimenti.

E siccome le opportunità sono infinite, non solo oggi ho preso la patente del Massachusetts. Ma quando sono entrata nell’ufficio della Motorizzazione, per ritirare la mia licenza, ho trovato il “povero” Numero 23 declassato a staccare i biglietti per le persone in fila. E oltre a toccare i tagliandini di carta doveva passarli in mano a tutti.

Insomma. c’è davvero una giustizia divina e compensatrice. Per lo meno in America!

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5 pensieri su “La Nemesi Divina esiste. Per lo meno in America

  1. Oddio povero 23!! E se lo aveva appena tradito la moglie col suo migliore amico??? Fenice, mi ti stai americanizzando troppo 😉 Comunque, meno male che in Italia non è così, altrimenti, l’altro istruttore a cui non davi mai ragione, ora me lo troverei in mezzo ad una strada!

  2. Penso che sarebbe il caso di giocarsi qualche numerooooooooo!!!!!!!!!! Gli italiani , però, sono più testardi degli americani e ………vincono sempre !!!!

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