La Speranza

Obama in copertina
Obama in copertina

Oggi pomeriggio, dopo l’ufficio, sono passata al volo al CVS.

Una catena di negozi che mi ricordano un po’ gli empori di paese, perché dentro ci trovi di tutto. C’è il reparto cartoleria e articoli da ufficio, quello per i saponi e le creme; ci puoi comprare le medicine e il tonno in scatola, il latte fresco e i detersivi da bucato, giornali, riviste, e patatine fritte. Ovviamente, il tutto disposto nell’ordine in cui ve l’ho elencato: in maniera del tutto illogica e scoordinata. Per cui se sei tra le zuppe in scatola e cerchi un tagliaunghie, probabilmente non devi cambiare corridoio.

My Mr Big adora il CVS.

Comunque, ero alla cassa per pagare e ho preso l’ultimo numero di People. In copertina, ovviamente, il nuovo Presidente: “Barack Obama Makes History”.

Mi guardo intorno, e me ne rendo conto. La gente sta veramente FESTEGGIANDO. Le cassiere, di solito scontrose o distratte, sfogliano le pagine di questa e altre decine di riviste e sorridono, gioviali. Ce n’è una in particolare che ride e commenta con stupore le foto che ritraggono folle di centinaia di migliaia di persone commosse, che applaudono il Presidente.

È un’atmosfera strana, quella che si respira. Dalle strade alla TV, gli Americani sono eccitati per le parole di Obama nel suo discorso a Chicago, per il vestito di Michelle, per il cucciolo – cane o gatto? – che Sasha e Malia avranno come “premio” d’ingresso alla Casa Bianca.

È un’atmosfera per alcuni versi paradossale, perché sa di “liberazione”. Da un oppressore che gli Americani si sono scelti da soli, per ben due volte in otto anni.

È un’atmosfera contagiosa. Perché è fatta di un sentimento che tutti, più o meno, avevamo accettato di mettere da parte: la Speranza.

Quando è arrivato il mio turno alla cassa – annunciato dal tipico “Neeext!” – mi sono unita ai commenti e alle risate. E, cercando di nascondere il mio accento italiano, ho comprato uno spray autoabbronzante. Per farmi un po’ più giovane, bella e ‘abbronzata’. Per fortuna, ancora non mi serve un trapianto di capelli.

Chicago, Grant Park, 4 novembre 2008
Chicago, Grant Park, 4 novembre 2008

This victory alone is not the change we seek; it is only the chance for us to make that change“. Barack Obama, 4 novembre 2008.

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4 pensieri su “La Speranza

  1. Il Berlusca non finisce mai di stupirmi…chissà se la sua battuta è arrivata alle orecchie di Obama…credo di sì visto che la cosa è girata nel web subito!
    La sua è tutta invidia, Obama ha un grande fascino, non solo oratorio 😉
    Se non altro sembra colto, Bush Junior non si sforzava poi molto di darlo a vedere!
    Vedremo, vedremo… sono in trepida attesa dei primi passi del nuovo President of the United States of America!

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