Ma che freddo fa

Io e my Mr Big siamo senza riscaldamento.

Causa: lavori in corso da metà settembre. Il tutto mentre a Boston fanno sì e no 10 gradi di massima.

Ieri mattina è passato Nunni, il tuttofare del palazzo. Ci ha lasciato una specie di termoventilatore elettrico che, quando diventa incandescente, proietta una luce stile caminetto in chalet di montagna. Forse io e my Mr Big potremmo approfittare dell’atmosfera per farci un goccio di brandy, la sera.

Il bello è che non è la prima volta che ci capita. Di stare senza riscaldamento.

Episodio numero uno. Sarà stato febbraio o marzo scorso. Temperatura esterna tra i -15 e i -5 gradi. E tanta neve. In una tediosa e fredda domenica sera, si rompe la caldaia del palazzo.

Io e my Mr Big chiamiamo il padrone di casa – quello vecchio. Che, per la cronaca, pare fosse italiano e vivesse di strane fortune in Brasile.

Dopo un giorno di telefonate senza successo, oltre al riscaldamento, parte anche l’acqua calda. E mentre my Mr Big lavora fuori Boston, io cerco di farmi qualche doccia con la teiera dell’Ikea. Che infatti brucia parte della tendina nella vasca da bagno. Che dire, Gea, ancora troppa fiducia nella plastica!

Arriva il weekend, e ancora niente. Nel frattempo il padrone di casa ha addirittura smesso di rispondere alle nostre telefonate, mentre il resto degli inquilini pare non essersi accorto che siamo senz’acqua calda e riscaldamento. E io non voglio nemmeno pensare come fa uno a non accorgersi che manca l’acqua calda, per una settimana!

Ora, vi ricordate il servizio per la disinfestazione dai topi? Beh, il Comune di Boston offre pure un altro insolito servizio: la difesa al diritto a una temperatura “minima” dentro casa.

Io: “Pronto, il padrone di casa ci ha lasciato senza riscaldamento né acqua calda da una settimana
L’operatore: “L’avete chiamato?
Io: “Tutti i giorni. Non risponde
L’operatore: “Possiamo mandare l’ispettore…aspetti, mi faccia controllare…va bene oggi pomeriggio?

E così, ad appena tre o quattro ore di distanza dalla telefonata, l’ispettore bussa alla porta di casa mia. Una donna non molto alta, abbastanza grossa e terribilmente aggressiva. Una Robin Hood dei tempi moderni: “Multo i ricchi padroni di casa per donare ai poveri inquilini”. Me la ricordo girare per l’appartamento, con un taccuino e un termometro. Mi ha quasi rotto la porta dell’armadio a muro – per farmi notare che il padrone di casa avrebbe dovuto ripararla. Dopo una mezz’oretta mi fa vedere una lista che sembra un ultimatum di guerra. 48 ore per riparare la caldaia, una settimana per una sfilza di altre “irregolarità”: infissi, armadi a muro, crepe sul soffitto e sui muri…

E poi mi chiede se voglio fare causa al padrone di casa. Ma è ovvio: l’America è l’Eldorado degli avvocati!

Nonostante io e my Mr Big rinunciamo alla causa, il padrone di casa – che non deve aver apprezzato la multa dell’ispettore – si rifà vivo in una e-mail patetica dall’incipit: “Nessuno mi ha mai fatto questo prima”. E ci minaccia di portare via i mobili della cucina quando io e my Mr Big siamo fuori casa.

Qualche mese fa l’ispettore mi ha telefonato per sapere se andava tutto bene, con il riscaldamento e le riparazioni. Mi sono commossa dall’efficienza.

Quasi quasi la richiamo, domani. Giusto per sapere se vuole passare a trovarmi un’altra volta.

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3 pensieri su “Ma che freddo fa

  1. Lì fa freddo e qua si muore di caldo!

    IO adoro il freddo, ma forse non so se sarei pronta a resistere in quelle condizioni per una settimana…comunque complimenti per la pazienza!!

  2. Forse anche i tuoi coinquilini di casa………..( topolini ) hanno freddo!!!!!!!!! Chiedi a loro come hanno risolto il problema !!!!!!!!!!

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