Tinta unita contro gessato

CNN live
CNN live

Ieri ho seguito in TV l’ultimo dibattito live tra McCain e Obama.

Con tanto di moderatore che, in uno slancio avanguardista in termini di comunicazione televisiva, era seduto spalle al pubblico.

John McCain indossava un gessato scuro con cravatta regimental blu a strisce bianche. Barack Obama un completo scuro lucido che brillava sotto i riflettori, colletto bianco impeccabile e cravatta regimental bianca e rossa.

Devo dire la verità: il dibattito mi è piaciuto. Primo perché era un dibattito un po’ più vero di quelli a cui assistiamo in Italia (“Scusi, ma lei sta parlando per ben due secondi più di me…e se mi fa parlare…!”). Secondo perché il giornalista non solo era imparziale, ma sembrava pure abbastanza incazzoso con entrambe le parti.

In ogni caso, anche se più educati dei politici italiani, questi due mantenevano uno stile – come dire – evanescente. “Allora, senatore, ci parli della sua politica fiscale…“, “Sì, ottima domanda. Ma mi faccia cominciare con la mia politica energetica…“. Fuffa all’italiana, e fuffa all’americana.

Fatto sta che stamattina i giornali davano un risultato da finale dei Mondiali di calcio. Tre a zero per Obama.

Non so esattamente su che base abbiano calcolato questo vantaggio (a parte il completo lucido contro il gessato opaco), perché a me sembravano tutti e due nervosi e poco pragmatici.

Ma una cosa mi sembra chiara. Che il modello americano “tradizionale”, che fonda il suo potere sulla spregiudicatezza e il mascellone alla Ridge, è finito. È ora che l’America si risvegli un po’ ‘Fenice’ e risorga dalle sue ceneri. Magari un po’ “nera”.
Parentesi: Quando eravamo alle Hawaii mi è capitato di seguire in TV uno speciale sulla vita di McCain. Dal quale emergeva che il caro John altro non è che un figlio di papà con un curriculum di espulsioni da college e cinque anni di prigionia “privilegiata” in Vietnam. Perché i Vietcong avevano saputo che era “figlio di”, e l’avevano graziato per “barattarlo”. E lui, dopo cinque anni come prigioniero di guerra (e un cambio di moglie), mi si mette ad appoggiare un’altra guerra, in Iraq. Come direbbe my Mr Big, pure i cani imparano dai loro errori.

Comunque, pare che McCain voglia risolvere la crisi immobiliare “comprando” i mutui degli Americani rimasti senza un soldo. Ironico. Sapete che una volta mi sono sognata che Silvio mi comprava casa?

E tu, quale First Lady preferisci?

Cindy McCain
Cindy McCain
Michelle Obama
Michelle Obama
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4 pensieri su “Tinta unita contro gessato

  1. Sono d’accordo con te: nessuno dei due mi è apparso convincente, neppure nei precedenti. Fuffa all’americana, come fai ben notare tu. La snervante volontà di glissare i temi più spinosi evitando di affrontare domande scomode, per virare su temi su cui già si ha il discorsetto bello e pronto! Irritante! Per fortuna Obama ha dalla sua un aspetto rassicurante, scontatamente kennediano, proprio quello di cui l’America, e il mondo, hanno bisogno ora…e poi Michelle, simply adorable 🙂 L’hai vista su quel programma (non ricordo il nome) in cui sfoderò il vestitino a fiori comprato ai Grandi Magazzini?

  2. Devo dirti la verità. Nauseata dalla politica italiana, ci ho messo un po’ ad appassionarmi a queste elezioni. Ma penso che il vestito di cui parli sia un abitino bianco e nero sfoderato a The View – una specie di Unomattina con Whoopi Goldberg, che danno su ABC – lo scorso giugno! $148 il prezzo!

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