La favola della Fenice e la Vichinga

Streets of Philadelphia
Streets of Philadelphia

Della mia prima volta a Philadelphia, un paio di anni fa insieme a my Mr Big, ricorderò solo il caldo soffocante che ci costrinse a una giornata intera di centri commerciali e le attrazioni turistiche chiuse, perché era domenica. Insieme ai tanti – sfortunatamente troppi – senzatetto persi per la città. Ah, ricorderò anche che my Mr Big mi “sgridava” continuamente perché io, ossessionata con le foto neanche fossi giapponese, lasciavo la macchinetta digitale su panchine e muretti, per farci una foto con l’autoscatto. Mentre lui aveva paura che qualcuno la rubasse.

Di questo weekend con la Vichinga, invece, ricorderò non nell’ordine:

  • La carbonara improvvisata con finta pancetta canadese pretagliata sottilissima e fintissimo parmigiano. Che, nonostante tutto, è stata apprezzata dai due invitati armeno e taiwanese.
  • La suddetta pancetta bruciata sui fornelli – perché pretagliata troppo sottile – che ha fatto scattare l’allarme antincendio di tutto il palazzo. E la Vichinga in piedi sul letto a sventolare non ricordo bene cosa sotto il rilevatore antifumo.
  • La mia splendida idea di filtrare la suddetta pancetta bruciata – olio bollente annesso – con un colapasta di plastica. Per non perdere l’olio sulla pasta, abbiamo guadagnato (e poi mangiato!) una bella colata di gomma rossa.

Ora, so che questo punto creerà un certo scompenso al mio caro amico Mr Chef (all’occorrenza soprannominato anche Mr Due Dita d’Olio in Tutti i Sughi). Ma in quel momento mi sembrava davvero una buona idea!

Galleria Caramanico
Galleria Caramanico
  • La passeggiata per Old Philly, terminata dopo 15 o 20 metri in una galleria d’arte che stavano inaugurando. Con ottimi canapé, sushi fresco e soprattutto fiumi di vino. E io e La Vichinga che facevamo finta di contemplare i quadri.

(In realtà questo è successo prima della sfortunata carbonara. E ora mi viene da pensare che magari tutto quel vino ci aveva un po’ distratte).

  • La partita a bowling in contemporanea con l’Happy Hour del locale. Probabile motivo per cui a un certo punto alla Vichinga è scivolata la palla. Solo che invece di volarle in avanti sulla pista da bowling, le è scappata indietro sui divanetti. Nessun ferito.
Trappola per topi della Vichinga
Trappola per topi della Vichinga
  • La trappola per topi “creata” dalla Vichinga. Da cui si capisce perche’ la Vichinga non sia ingegnere. Infatti il topo di notte si e’ mangiato il formaggio ed e’ scappato.
  • Un brunch “leggerissimo” domenica mattina. Appena un panetto di burro da mezzo chilo sciolto su due metri quadrati di toast. Che ancora devo digerire.
  • Gli abbracci ricevuti da strani manifestanti in una bellissima piazzetta. Con lo slogan “Oggi abbracci gratis”.
Hugs for free in piazza
Hugs for free in piazza

Ma soprattutto, di questo weekend a Philly, ricorderò che a volte l’amicizia – quella vera – ti insegue ovunque vai. Che vi devo dire, questione di fortuna.

Casette
Casette

La favola della Fenice e la Vichinga è dedicata alla Betta, alla Franci e alla Conci.

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6 pensieri su “La favola della Fenice e la Vichinga

  1. L’olio bollente filtrato col colino di plastica è una cosa che io potrei fare benissimo! Non perchè sia totalmente svampita, solo, eccessiva fede nella plastica, davvero!

  2. cara fenice,
    questa favola è per me un pò un déja vu. Bella, spensierata e senza confini come l’amicizia, quella vera. Che ti devo dire, mi sento fortunata!

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