Shopping compulsivo garantito!

Un Mac!
Un Mac!

OK. Diciamo niente panico. Diciamo.

Stamattina mi sono accorta che il bordo in basso a destra del mio portatile si sta staccando. Si tratta “solo” di una piccola fessurina nella plastica bianca. Ma a me sembra che si sia aperto il Mar Rosso.

Anche perché non sono stata molto fortunata con i computer sin dall’inizio della mia avventura americana.

Arrivo a Boston e mi compro un tradizionale Acer grigio. Fotocamera incorporata e Windows Vista inclusi. Dopo neanche quattro settimane dall’acquisto, è subito Schermata Blu. ABNORMAL ERROR (che ancora non ho capito cosa cavolo significhi).

Panico nero.

Il servizio di assistenza del negozio mi chiede più soldi per riparare il computer di quanti ne avessi spesi per comprarlo. Che affare! Ma la cosa peggiore sono i dialoghi con i nerd dell’assistenza tecnica.

Io: “Scusi, ma qual è il problema? L’ho comprato meno di un mese fa…”
Loro: “Mah, potrebbe essere un virus, oppure potrebbe essere Vista. Difficile dirlo…”
Io: “Ma scusi, che vuol dire ‘difficile dirlo’? Il computer è nuovo…”
Loro: “Mah, potrebbe essere un virus, oppure potrebbe essere Vista. Difficile dirlo…”

Passo le due settimane successive a litigare, nell’ordine:

  1. Con il call center dell’Acer. E più gli operatori mi chiamavano “Madam” (per policy), più io mi – come dire – “inalberavo”.
  2. Con il call center della Microsoft, lamentandomi di loro, Vista e tutta la famiglia.
  3. Con il call center del negozio dove avevo comprato il computer, e nella fattispecie con i tecnici che non riuscivano a dirmi cosa fosse rotto (ma riuscivano a dirmi che avrei dovuto sborsare centinaia di dollari per ripararlo).

Ora, le telefonate con i call center sono estenuanti.
Prima devi sentire tutto il menu registrato, poi devi trovare l’opzione che più si avvicina a quello che ti serve e, se capiti con un call center di “ultima generazione”, devi pure parlare con il nastro sperando che capisca il tuo accento e non si impalli sul “Non capisco, ripeti per favore”. E quando finalmente dopo venti minuti raggiungi un operatore, prega – PREGA – che non cada la linea. A me è successo.

Finché un bel giorno…

Io: “Senta io ho comprato questo computer un mese fa e già si è rotto e nessuno sa dirmi per quale motivo…”
L’operatore: “Mi dà il codice XXX…”
Io: “Sì, il codice è… Cioè, dopo nemmeno quattro settimane si rompe, ma che computer è…”
L’operatore: “OK. Ora mi dia il codice ZZZ…”
Io: “Sì. Il codice è… Insomma lei capisce che…”
L’operatore: “Madam, il suo computer è coperto dalla garanzia di Natale. Può portarlo indietro presso qualunque rivenditore e avere il rimborso del 100%”
Io (quasi in lacrime): “Rimborso? 100%???”
L’operatore: “Sì Madam…”

Detto, fatto.

Ho lasciato l’Acer grigio sul bancone dei tecnici al negozio, ricaricato i soldi spesi sulla stessa carta di credito che avevo usato per pagare (operazione di due secondi netti), e mi sono comprata un computer nuovo. Senza virus, e senza Windows Vista. Un Mac!

Se c’è qualcosa per cui gli Stati Uniti sono davanti al mondo – per lo meno a quella “fetta” da me conosciuta – sono le cosiddette return policy. Compri, non sei soddisfatto, torni al negozio e ti restituiscono tutti soldi nella stessa forma in cui hai pagato. Contante per contante, carta di credito per carta di credito. Niente domande, e soprattutto niente BUONI ACQUISTO che puntualmente dimentichi nelle tasche dei pantaloni e maciulli nella lavatrice.

Qui sì che si può fare shopping compulsivo con ripensamento finale!

Quindi mi guardo la fessurina nella plastica bianca ma sono tranquilla. Con la garanzia ho buone probabilità che mi diano un computer tutto nuovo…

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9 pensieri su “Shopping compulsivo garantito!

  1. Ciao, essendo bianco e portatile, immagino sia un MacBook.
    E’ strano che tu abbia quel problema, perchè gli ultimi ad averlo avuto erano quelli usciti in Marzo/Aprile di quest’anno – almeno qui in Italì – comunque, ho avuto lo stesso problema anch’io: un giorno, è apparsa la crepa e io facevo finta di non vederla, ma lei “urlava”, si dimenava e si crepava sempre di più. Finchè un’altro giorno, l’ho portato in assistenza e nel giro di 24 ore (visto che Apple riconosce questo difetto) mi hanno cambiato tutta la parte della tastiera e del trakpad…
    Morale, portalo in assistenza che lo dovrebbero cambiare senza battere ciglio.

    C’è poi da dire che una crepa sul case, non sarà mai grossa abbastanza da coprire le crepe di Uindoss Vista. 😉

    ciao, fabio

  2. Proprio come il mio!
    A me si è crepato tre o quattro mesi fa… una strisciolina di scotch trasparente e passa la paura!! Siamo italiani in fondo, improvvisazione prima di tutto!! 😉

  3. Cari Fabio e Dario, la crepa si è appena “piegata”…cioè, mentre passavo la mano sopra la tastiera per scrivere questo messaggio, l’ho “inavvertitamente” sollevata e piegata.

    Sto andando di corsa all’Apple store (a proposito, ci sono in Italia gli Apple store?)!

    Fenice

  4. …sei partita un anno fa!! Non parlare come se fossero 40 anni che vivi in America! Ovvio che ci sono gli apple store, non di 6 piani, ma ci sono 😉 Quando tornerai andrai lì nei momenti di nostalgia perché Starbucks non ce ne sono…

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