Privacy

Oggi ultimo giorno di pace. Da lunedì inizieranno i lavori al palazzo. Il nuovo landlord ha deciso di rifare l’impianto di riscaldamento, che in effetti fa un pò Anticaglia e Petrella.

Comunque, se non altro, questa volta abbiamo ricevuto una lettera che ci informava dell’inizio dei lavori. Perché il vecchio padrone di casa non si prendeva tante brighe…

L'urlo di Janet Leigh in Psycho
Anzi che non ho urlato come Janet Leigh in Psycho

É una bianca mattina di inverno.

My Mr Big è uscito per andare al lavoro mentre io, che di solito ho lezione di pomeriggio, mi godo pienamente i benefici della vita universitaria. Dormendo fino a tardi.

O per lo meno cerco, di dormire. Non so bene cosa stia sognando, ma sento come un gran fracasso di rumori, qualcosa che sbatte sul muro, forse un martello. O no, forse una sedia che si sposta…

“Ma che cavolo è…”. Penso, mentre mi sveglio.

E se mi sveglio per cause “non naturali” sono più arrabbiata di Bud Spencer quando qualcuno gli ruba il pranzo.

Ascolto meglio. I rumori non sembrano esattamente provenire dal piano di sopra. Sembrano, come dire, più in basso. Ma non proprio come se venissero dal piano di sotto. Piuttosto come se…

O-H-M-I-O-D-I-O

In punta di piedi mi alzo dal letto, cercando di non fare rumore sul parquet che scricchiola. Sono le 8.30 di mattina. La porta della camera è socchiusa. E prima che riesco ad aprirla sento:

Chi c’è? C’è nessuno? Chi c’è in casa?

Mah, vediamo le opzioni. Forse in casa, alle otto e mezzo di mattina, c’è chi ci vive. In casa.

Quando apro la porta della camera da letto, che dà direttamente sulla sala, sono in pigiama, capelli legati alla meno peggio, occhi gonfi stile prima mattina e piedi scalzi. E davanti mi trovo un portoricano pelato che sembra la brutta copia di Shrek, che traffica vicino a una delle finestre. La borsa degli attrezzi buttata sul tavolo. Giusto per sporcare un po’ la tovaglia.

Alla fine della fiera, il portoricano era il tuttofare del vecchio padrone di casa, venuto ad aggiustare gli infissi. Ovviamente nessuno si era degnato di chiamare, per avvertirci. Né tantomeno per informarci che una mezza dozzina di persone – tra il padrone di casa, il tuttofare, il manager del palazzo, e l’agenzia immobiliare – é normalmente in possesso delle chiavi per entrare nel nostro appartamento.

Dopo che, oltre al portoricano, ci sono piombati in casa sconosciuti vari per i più disparati – e secondo loro legittimi – motivi (una volta stavo facendo yoga sul pavimento quando hanno aperto la porta un agente immobiliare e quattro possibili acquirenti), io e my Mr Big abbiamo comprato una piccola catenella di quelle che si avvitano dietro la porta.

E pensare che questo è il Paese che si è inventato la privacy!

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6 pensieri su “Privacy

  1. Sono allibita!! io mi arrabbierei . Ma sei sicura che sia giusto che altri abbiano le tue chiavi? Capisco il padrone di casa …..ma non altre persone! e poi si AVVISA!!!!!!

  2. …ma almeno era bello?!
    perchè, come direbbe la nostra betta, come approverebbe la nostra Carrie: nonostante i nostri eccezionali Mr Big, gli occhi son fatti per guardare…eccome!

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