L’altro lato della medaglia

La banchina della nave USS Arizona, completamente affondata per l'attacco giapponese a Pearl Harbor
La banchina della nave USS Arizona, completamente affondata per l'attacco giapponese a Pearl Harbor

Ieri sera io e my Mr Big siamo stati a casa, a guardare il film su Pearl Harbor. A parte i momenti in cui gli sceneggiatori hanno dipinto gli ammiragli giapponesi come girotondini pacifisti (tipo l’ammiraglio Ysoroku Iamamoto che dice “Un vero uomo e’ colui che sa evitare una guerra, non che sa combatterla”…strane parole per uno soldato, no?), il film ci ha riportati indietro prima -tristemente- di 65 anni, e poi -felicemente- di due o tre settimane. Quando eravamo alle Hawaii.

Quattro isole sperdute nel cuore dell’oceano Pacifico. Praticamente andare alle Hawaii vuol dire andare dall’altro capo del mondo, da qualunque punto tu parta.

Eppure, le Hawaii hanno qualcosa a noi molto familiare.

Se il problema di Palermo, come recitava Benigni in Johnny Stecchino, e’ “il tttraffico”, il problema di Oahu, l’isola che ospita la capitale Honolulu, è l’ “obrobrismo” edilizio. Non dico “abusivismo” perché temo che gran parte di quei mostri edilizi fosse perfettamente legale. In ogni caso, uno si aspetta che sia una “Cosa” molto “Nostra”, e invece no. Ce l’hanno pure gli Americani.

Mentre my Mr Big mi portava in giro per l’isola, alla ricerca di spiagge incontaminate e onde da cavalcare, io mi sono data al fotoreporting

Scogliere graffiate da alberghi bianco latte e pendici di vulcani ormai spenti occupate da case fatiscenti degne del piú povero paese del Sudamerica. Un intero lato dell’isola, la parte Ovest, interamente occupato da senzatetto costretti a un perenne campeggio (se pure di fronte a uno dei mari piu’ belli del mondo).

E non solo. Pare che alcune delle navi da guerra affondate nell’attacco giapponese del 1941 continuino a spillare in mare litri e litri di carburante. E purtroppo, le chiazze oleose color arcobaleno intorno ai relitti si vedono a occhio nudo.

Benvenuti nel lato meno conosciuto dell’America.

E pensare che le Hawaii fanno parte degli Stati Uniti solo dal 1959. Neanche 50 anni di “sviluppo”.

Comunque, non mi piace fare solo il Bastian Contrario. E per onor del vero vi diró che, per il resto, le Hawaii sono esattamente come uno se le immagina. Ballerine di Hula che ti accolgono in aeroporto con collane di orchidee, onde altissime e spiagge bianche che sfumano tra il celeste del mare e l’azzurro del cielo.

Breathtaking.

Lanikai Beach, Oahu, HI
Lanikai Beach, Oahu, HI

Ci sono anche altri lati piu’ piccanti e meno conosciuti dell’America, tipo i Sex Magazine universitari…

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2 pensieri su “L’altro lato della medaglia

  1. Ciao Fenice! Sono Carla la ex coinquilina di Betta, Concetta ci ha segnalato il tuo blog: complimenti! Non solo hai un bello stile ma i tuoi racconti sono un concentrato di informazioni e aneddoti…le foto delle Hawaii parlano da sole, non immaginavo che l’edilizia sfrenata fosse arrivata anche lì!Quel che dici sulla recessione in USA e sulla difficoltà nel trovare un lavoro commisurato alle proprie competenze mi consola…non siamo solo noi italiani a passarcela male…
    P.S. ti hanno dato il Social Security Number?

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