Tutto il mondo e’ paese

Foto di Giullong su Flickr.com
Foto di Giullong su Flickr.com

Stamattina mi sono depressa leggendo che Berlusconi vuole lanciare un’enciclopedia della storia diretta da un VJ di MTV, che per me e’ famoso per essere stato l’amante di Claudia Pandolfi. Povera Italia.

Poi ho vissuto una bella commedia in quattro atti qui a Boston, e mi sono risollevata. Bassezze per bassezze, tutto il mondo e’ paese.

Protagonisti: io e una piccola società di Boston, del genere che io chiamo “uno e trino” perché e’ talmente piccola che manager, amministratore delegato, e impiegato sono la stessa persona.

Ambientazione: atmosfera virtuale, nel senso che la tipa non solo e’ una e trina, ma comunica solo via e-mail.

Atto primo. Colloquio telefonico e “prova” d’inglese (alias come ti frego per farmi fare un po’ di lavoro gratis). Vado così bene che la tizia mi chiede quanto mi aspetto di guadagnare. Poi deve essere svenuta per la mia richiesta, perché non si e’ più fatta viva.

Atto secondo. A distanza di tre settimane dallo svenimento, prima di chiamare il 911 e mandare qualcuno in ufficio a controllare se la tipa respira ancora, le riscrivo. Questa la risposta.
Cara Fenice, sfortunatamente la tua richiesta e’ troppo alta per quello che possiamo permetterci. Ma grazie per la tua email. We appreciate your business.”.

Atto terzo. Inaspettatamente, dopo altre due settimane, e’ lei a riscrivermi.
Cara Fenice, sto organizzando una fiera di settore per l’inizio di ottobre. Se ti assumessi ora, saresti disponibile a trasferirti per una settimana a New Orleans? We appreciate your business.”.
Che domande, certo!
Passa un’altra settimana.
Poi un’altra ancora.
Stavolta deve essere svenuta davvero.

Atto quarto. Le riscrivo.
Lei risponde:
Cara Fenice, sfortunatamente non sapremo cosa fare alla fiera fino all’ultimo minuto, per cui manderemo qualcuno interno. Ma grazie per la tua email. We appreciate your business.”.

Poi vado sul sito della societa’, e con piacere vedo che lei lo ha cambiato con alcuni suggerimenti della mia “prova” d’inglese.

Morale. Se vivi in Italia, aspettati un popolo di traffichini e guardati dalle fregature. Se vivi a Boston, pure.

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