Spazzatura

$1,000 fine for disposal of rubbish in the city of Boston
$1,000 fine for disposal of rubbish in the city of Boston

Oggi, giorno d’immondizia.

Non nel senso metaforico del termine. Nel senso “fisico”.

C’e’ chi non perde l’appuntamento settimanale con il parrucchiere, chi con l’estetista per la manicure. Io e my Mr Big non perdiamo mai l’appuntamento settimanale con la nettezza urbana. Perché se vivi a Boston, per lo meno nel nostro quartiere, l’immondizia la puoi buttare solo due giorni a settimana e a un orario prestabilito. Nella fattispecie, il mercoledì e la domenica dopo le 5 di pomeriggio.

Così, come ogni mercoledì – la domenica ha una procedura leggermente diversa, anche perché c’e’ più spazzatura accumulata – io e my Mr Big ci prepariamo alla missione.

All’inizio, ero partita con le migliori intenzioni. In quanto a riciclaggio. Volevo un cestino per la carta, uno per la plastica, uno per il vetro, e uno per la spazzatura “normale”. Per i cosiddetti rifiuti “organici”, tipo le foglie d’insalata scartate, avevo deciso di usare il tritarifiuti nel lavandino. Che fa molto “americano”.

Mi ricordo che ho passato un pomeriggio intero all’Ikea cercando di trovare la soluzione migliore per organizzare la mia raccolta differenziata in due metri quadrati di angolo cottura.

Alla fine, dopo vari ripensamenti, sono uscita dall’Ikea con due microcestini di plastica bianca e un cestino di latta alto una trentina di centimetri. Inutile dire che my Mr Big non abbia apprezzato l’acquisto. E, tutto sommato, forse aveva anche ragione. Visto che il cestino di latta, con tanto di coperchio, ci ha fatto venire il mal di schiena e i microcestini di plastica, troppo piccoli per contenere qualsiasi bottiglia americana (che non e’ mai sotto il gallone, cioè circa quattro litri), sono rimasti vuoti e nascosti nel mobile sotto il lavandino.

Di recente abbiamo rivisto questa “strategia” e ora abbiamo un secchio grande con coperchio rotante che fa molto gelateria di paese, e usiamo il cestino di latta per riciclare. A turno: una volta lo riempiamo di plastica, una volta di carta…

I microcestini? Sono ancora vuoti e nascosti sotto il lavandino.

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2 pensieri su “Spazzatura

  1. ciao, sono un ragazzo di Roma appena tornato da Boston dove sono stato per 2 settimane! Mi piace il tuo blog, ma non riesco a capire bene come sei finita li! Pura la parte sul ‘looking for a job’ è un pò depressiva! Mi puoi dare qualche altro dettaglio!?

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