Burocrazia canaglia

Finalmente stamattina ho varcato la soglia del tanto agognato Social Security Administration office di Boston. E ho presentato domanda per il Social Security Number.

Praticamente, insieme al Visto, il Numero e’ la chiave che apre tutte le porte. Ma proprio tutte. Sono almeno 9 mesi che me lo sogno. In realta’ non e’ niente di piu’ del nostro codice fiscale, te lo inviano per posta ordinaria a casa e consiste di un foglietto di carta rettangolare celeste poco piu’ piccolo delle mille lire del monopoli. Con gli stessi ghirigori in blu. Ma senza il mitico Numero praticamente tu non esisti. Penso a quando potro’ fare la tessera del supermercato, comprare un telefono che non funzioni a minuti (perche’ senza il Numero non ti fanno il contratto, e infatti io sono ancora con un Nokia modello preistorico e pago sia per chiamare che per ricevere), cercare un lavoro come si deve. Soprattutto quest’ultima possibilita’ mi interessa. Per la quale, idealisticamente, mi servirebbe avere il Numero entro lunedi’ prossimo. Di solito lo assegnano in una decina di giorni, con un po’ della mia fortuna ce la posso fare.

Comunque, con tutta la mia pila di documenti entro al 10 di Causeway Street. Metal detector, super ispezione, quattro poliziotti e due cani – ma ormai non mi impressiono più, una volta ho contato tre auto, sei o sette moto e una dozzina di poliziotti che arrestavano un ragazzetto mingherlino di fronte a un centro commerciale, in pieno giorno.

Stacco il numeretto 62, e mi siedo ad aspettare. Non so perche’ questo posto mi ricorda l’ufficio postale di via Lucio Papirio, a Roma. Solo che invece delle vecchiette che ritirano la pensione, mi ritrovo a fare la fila con pluricentenari cinesi…che secondo me si passano il Numero da almeno quattro generazioni.

Numero 59, 60, 61…e, come previsto, due sportelli chiudono. Appunto.

Quando finalmente arriva il mio turno, la piu’ gioviale operatrice dell’ufficio mi accoglie al suo sportello. Prende il primo dei miei moduli, guarda il passaporto e mi imbruttisce. Non le sara’ piaciuta la foto? “Questo non mi serve”, mi dice. Cominciamo bene. Alla fine, tra tutte le carte che mi autorizzano a entrare negli Stati Uniti, restare negli Stati Uniti, studiare negli Stati Uniti, respirare negli Stati Uniti, trovo quella che fa per lei. E gentilmente glie la porgo. “Tra quanto dovrebbe arrivare?”, chiedo timidamente. Ti prego non mi dire piu’ di una settimana, ti prego, ti prego, ti prego.

La signora mi guarda e mi chiede di non parlare mentre batte al computer. Digita e mi guarda ancora. Poi mi da’ un foglio, e mi chiede di allontanarmi dallo sportello. E’ la procedura.

“Gentile Fenice di Boston,
Questa e’ la ricevuta che lei ha fatto domanda per il Numero il 26 agosto 2008.

Bla…Bla…Bla…ricevera’ il Numero tra quattro settimane.”

Quattro settimane? Appunto.

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Un pensiero su “Burocrazia canaglia

  1. Ciao Bella!!

    dire che è stupendo è poco…mi piace da morire,se avessi tanti soldi potrebbe essere la sceneggiatura di una commedia…
    Ma i sogni potrebbero realizzarsi..
    Intanto ti faccio pubblicità…

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