
Living Large On Less, con l'aiuto del Brucaliffo e di McGiver
Ovvero: come vivere in una casa perfettamente arredata senza mobili
Squillo di trombe.
Lo spremifrutta e verdure se ne è andato. Venduto, finalmente. Insieme a gran parte dell’arredamento, nella fattispecie il tavolo della cucina con le sedie, TV e mobiletto, libreria, comò in camera da letto, piatti e bicchieri. E la valigetta Black & Decker di my Mr Big. Venderla è stato come dar via per soldi il giocattolo di un bambino, una sensazione orribile.
La casa senza mobili, però, mi mette di fronte a due grandi problemi. Il primo è che non sono un tipo da campeggio e non mi piace vivere in situazioni, come dire, “improvvisate”. Il secondo è piuttosto una “malattia”: una sindrome da “personalizzazione compulsiva” che mi porta a decorare qualsiasi ambiente in cui mi trovo. Ad esempio, la mattina che mi hanno “promossa” alla scrivania open space lungo il corridoio – in una vantaggiosissima posizione con vista finestra (dell’ufficio del capo) – ho decorato le pareti del cube con cartoline che avevo portato dalle Hawaii, stampe della rubrica telefonica, gadget e portafortuna. A opera compiuta, prima della pausa pranzo, sembrava che quel posto fosse mio da otto anni, almeno.
Certo lì partivo avvantaggiata. I mobili, almeno, c’erano. Cosa mi sono inventata, invece, per casa?
Poco, a dire la verità. Mi è bastato riciclare alcune scatole di cartone del vecchio trasloco, compare carta da regalo al CVS, e convincermi di essere come il Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie: un po’ visionaria.
Così ho arredato la cucina con un mobile in stile bancone bar. L’ambiente è piccolo, e due scatoloni impilati mi sembravano la soluzione ottima per creare un bancone fruibile senza sedie, per una colazione al volo o per appoggiare la posta appena entro a casa. Tovaglia rossa, per un tocco più “intimo”.
Per il soggiorno ho optato per una soluzione più classica. Due scatoloni attaccati in orizzontale e foderati di velo rosa (quello con cui ti avvolgono la lingerie da Victoria’s Secret) mi fanno da coffee table, alias tavolino fronte divano. Un altro scatolone, rivestito di carta a palloncini colorati, fa da mensola per i libri, proprio sotto la finestra, mentre un pezzo di scarpiera (fortunatamente si poteva montare a moduli) va a sostituire la libreria. Infine tocco esotico con un altro scatolone, coperto da un telo a motivo orchidee bianche, comprato alle Hawaii.
In camera da letto il comò/comodino ha lasciato spazio a un altro scatolone, questa volta in plastica. Ottimo, perché dotato di apertura laterale per cui mi funziona come appoggio e come cassetto.
Cosa manca?
La TV. Quella, per quanto visionaria, non sono riuscita a riprodurla. Non crediate che non abbia pensato di disegnare qualcosa, appenderlo al muro, e fingere di essere sintonizzata sempre sullo stesso programma. Ci ho pensato. Poi ho scoperto che tutti i canali americani sono su internet, per cui ti puoi scaricare le puntate dei tuoi show preferiti e guardarli comodamente sul computer. Mi faccio anche il TG su misura: il sito della CNN consente di selezionare i video delle notizie e di montarli in una playlist in base all’ordine in cui li vuoi vedere. Di solito faccio politica internazionale, affari interni (americani), cronaca rosa o spettacolo e poi chiudo con le previsioni del tempo.
Che dire, alla fine con o senza mobili è cambiato poco e niente. Un po’ di fantasia del Brucaliffo, un po’ d’ingegnosità alla McGiver. Internet e la tecnologia pensano al resto.
E io posso permettermi di vivere con tutti i confort di una casa arredata…senza mobili!



